Da quando il piduista Cicchitto, ex socialista, attuale capogruppo del Popolo della Libertà (quale?) ad personam del piduista Berluskoni, insieme alla canea montante degli ululanti antisantoro ha definito sciacallesca la sua trasmissione Anno Zero del 9 aprile sui ritardi dei soccorsi alle vittime del terremoto d’Abruzzo, tanto per centrifugare un pò di merda della loro libertà del popolo su chi fa onestamente il suo lavoro di giornalista a schiena diritta nonostante la violenza inaudita dell’Editto Bulgaro emanato aSofia nel 2001 dall’arcimprenditore Silvio allora II, oggi già IV, a maggiore e più sensata ragione sarà definito sciacallo chiunque utilizzerà sciacallescamente il palcoscenico del terremoto per mettersi in mostra
Il cardinale Bagnasco, presidente della CEI, generale in pensione delle Forze Armate Italiane in quanto ordinario militare emerito dell’Esercito, in visita alle vittime del terremoto, per farsi bello ai loro occhi promette due milioni di euro di aiuti (poi portati a 5, vista la ridicola esiguità della cifra). Peccato che l’otto per mille gli frutti ben 2 miliardi: i conti evidentemente non tornano, ma nessuno ha il coraggio di ricordarglielo! Per la verità c’è qualcuno che glielo rammenta: è un deputato del PDL ad personam che chiede “di togliere ai preti i proventi dell’otto per mille per darli alle vittime”. Si tratta di Giancarlo Lehner che, in una lettera su Libero (di cui per altro è giornalista) avanza la richiesta che lui stesso riconosce eterodossa e poco politicamente corretta, visto il pulpito clericale da cui (stra)parla. E’ lo stesso Lehner già docente al liceo Virgilio di Roma dove professava, fiero e orgoglioso, la sua fede immarcescibile nel trotzskysmo tanto da aver dato, con cipiglio rivoluzionario il nome di Lev a suo figlio innocente. Oggi l’avrà ribattezzato Silvio? Misteri dell’animo umano: sono sempre i convertiti ad essere i peggiori nemici degli amici correligionari del tempo precedente la propria conversione!
Resta il fatto che la chiesa pochi giorni or sono aveva già allestito una trionfale trionfante campagne pubblicitaria che enfatizzava il dono di 30 milioni di euro da dare in prestito alle famiglie povere, ricavandoli da collette da svolgere nelle chiese, cioè a costo zero per se stessa Santa Chiesa Cattolica Apostolica Ecumenica Romana! I ben due miliardi che la chiesa incassa ogni anno con giochetti fraudolenti furbescamente organizzati con lo stato italiano connivente e compiacente, le triplicano le somme da riscuotere annualmente. Da sole risolverebbero buona parte delle prime necessità assistenziali e ricostruttive, ma invece restano ben custodite nelle fin troppo pingui casse vaticane, utilizzate non per opere di bene, come fanno le chiese veramente cristiane come quella evangelica, ma per far funzionare la simoniaca cesaropapista macchina dello Stato della Città del Vaticano. Stipendi a preti e porporati, nunziature e dicasteri in giro per il mondo, costano moltissimo e non sono opere di carità cristiana, ma politica di potenza e di potere e così sia! (Chi sa cosa ne direbbe il buon rabbi ebreo Gesù!)
Io ateo diversamente credente sono costretto per esclusione a corrispondere il mio otto per mille alla Chiesa Evangelica nella certezza che almeno lo usa con pietà cristiana a favore dei poveri. Questo dopo aver scoperto con raccapriccio che Berluskoni II i miei soldi, invece di investirli nelle attività umanitarie previste dalla legge per i più bisognosi, li utilizza(va) per pagarci la guerra in Irak, illegale e immorale, in quanto aggressiva e non giustificata. Io dovevo pagare le conseguenze degli ordini che il suo tanto millantato amico Bush gli imponeva e gli comandava e a cui per altro corrispondeva con grande piacere di amorosi sensi!
La Chiesa dello Stato della Città del Vaticano si succhia, a mò di pompa idrovora insaziabile e ingorda, due miliardi di euro l’anno, grazie al marchingegno fraudolento studiato furbescamente nel 1984 dal gatto Craxi e dalla volpe dell’ allora aiutante Tremonti, all’atto del rinnovo con aggravio del Concordato clerico fascista del 1929. La chiesa infatti introita l’otto per mille del 30% dela minoranza cattolica che firma per essa, ma anche – incredibilmente – buona parte del restante 70% che, non firmato nella convinzione che vada allo stato (che comunque non ne garantisce un uso corretto e legale), finisce, redistribuito, devoluto nuovamente anche esso alla chiesa, a causa dei giochettini della legge truffa Craxi-Tremonti del 1984!
La chiesa ogni anno spende innumerevoli miliardi del vecchio conio per fare e farsi pubblicità ingannevole e incamerare il massimo dell’otto x mille, illudendo e facendo credere alle ingenue pecorelle cattoliche che il fiume di denaro andrà in opere di bene. In effetti solrtanto una piccolissima parte dell’introitato andrà in aiuto ai poveri e ai bisognosi: la maggior parte servirà a finanziare spese di rappresentanza dello Stato della Città del Vaticano, chiesa di potere e di (pre)potenza mondiale. Al Comune di Roma lo SCV non paga nemmeno il consumo di acqua ed elettricità e il ritiro dell’immondizia, fornite dalle società che poi ci aumentano le tariffe per far quadrare i loro conti in deficit anche per questo! Vergogna!
Perchè in tutto il mondo i fedeli – e giustamente soltanto essi – sovvenzionano volontariamente le proprie chiese e soltanto in Italia, invece, tutti i cittadini, compresa la maggioranza non cattolica, è costretta a farsi carico del sostentamento della Chiesa dello Stato della Città del Vaticano, attraverso trabocchetti legislativi, sotterfugi estemporanei e trucchetti da mago di Arcore? Quando ami riusciremo a diventare anche noi un paese civile e uno stato laico, così come tutte le altre democrazie “occidentali” delle quali crediamo e pretendiamo di fare parte?
giovedì 30 aprile 2009
Mignottocrazia e Puttanopoli
“Siamo tutti ostaggi, questa è la verità. Non vorremmo sapere niente di lui, delle sue favorite, della ragazzina napoletana che lo chiama “papi”, dell’ira di sua moglie, del padre che minaccia di darsi fuoco perchè la sua figliola non figura nel cast delle eurocandidate in bikini. Vorremmo avere altro davanti agli occhi, non questa pazzesca soap opera nella quale siamo tutti scritturati come comparse senza che nessuno ci abbia mai avvertito, non questa parodia di Bisanzio che non ha neppure la malinconica grandezza della decadenza di un impero (bisogna avercelo avuto, l’impero, per concedersi il lusso di decadere).
Vorremmo riaprire l’agenda delle cose normali, delle faccende vitali della vita corrente, ma qualunque pagina apriamo ci troviamo davanti o lui o la sua corte o i suoi boys in giacca e cravatta o il suo codazzo di ragazze pon-pon o la sua ex famiglia in tumulto o il suo popolo osannante e suicida, e oramai in qualunque pertugio della vita pubblica ci sono le tracce del suo passaggio, c’è il suo timbro, il suo odore di follia. Tutto è intriso di lui, dal terremoto del 25 aprile, dalle televisioni alle strade di Roma, dalla Brianza alla tangenziale di Napoli, dalle ville agli inceneritori, dagli editoriali a You Tube. Chissà com’era, l’Italia, prima di lui. Chissà se esisteva l’Italia, prima di lui.” (Michele Serra, La Repubblica 30 aprile 2009, pag. 34)
A parlare di Mignottocrazia è stato Paolo Guzzanti al momento – pochi mesi or sono – deputato di Forza Italia, dichiarata deceduta dal suo inventore Berluskoni a fine marzo 2009: per questo è stato cacciato fuori (o se ne è andato, come dice lui) anche dal neonato Popolo della Libertà che ne ha preso il posto. Guzzanti, giornalista e servitore fedele di re Silvio I, II, III e IV, pur essendo padre di tre magnifici figli satirici a lui antitetici, è stato anche presidente della fraudolenta commissione Mitrokin istituita sovranamente dal padrone e gestita fedelmente dal suddito per centrifugare merda contro Prodi e i suoi prodi. Il fallimento della ignobile commissione, travolta e stravolta da scandali e arresti di finti e mendaci testimoni, ha contrariato il presidente Guzzanti che non ha ricevuto i ringraziamenti attesi e richiesti e ha reagito nei modi conosciuti. Proprio in questi giorni di fine aprile 2009, in un’intervista ad Antenne 2, ha dichiarato che la sua Mignottocrazia è definita e conosciuta in Francia come Puttanopoli e che all’estero così siamo considerati e sbeffeggiati. Avanti Savoia! (Emanuele Filiberto, aspirante legittimo (?) al trono come re d’Italia qualora fosse ripristinata la monarchia – ma re Silvio? – si presenta candidato alle elezioni europee nel partito UDC dell’ineffabile Casini: della serie principi e veline, lo spettacolo deve continuare).
Vorremmo riaprire l’agenda delle cose normali, delle faccende vitali della vita corrente, ma qualunque pagina apriamo ci troviamo davanti o lui o la sua corte o i suoi boys in giacca e cravatta o il suo codazzo di ragazze pon-pon o la sua ex famiglia in tumulto o il suo popolo osannante e suicida, e oramai in qualunque pertugio della vita pubblica ci sono le tracce del suo passaggio, c’è il suo timbro, il suo odore di follia. Tutto è intriso di lui, dal terremoto del 25 aprile, dalle televisioni alle strade di Roma, dalla Brianza alla tangenziale di Napoli, dalle ville agli inceneritori, dagli editoriali a You Tube. Chissà com’era, l’Italia, prima di lui. Chissà se esisteva l’Italia, prima di lui.” (Michele Serra, La Repubblica 30 aprile 2009, pag. 34)
A parlare di Mignottocrazia è stato Paolo Guzzanti al momento – pochi mesi or sono – deputato di Forza Italia, dichiarata deceduta dal suo inventore Berluskoni a fine marzo 2009: per questo è stato cacciato fuori (o se ne è andato, come dice lui) anche dal neonato Popolo della Libertà che ne ha preso il posto. Guzzanti, giornalista e servitore fedele di re Silvio I, II, III e IV, pur essendo padre di tre magnifici figli satirici a lui antitetici, è stato anche presidente della fraudolenta commissione Mitrokin istituita sovranamente dal padrone e gestita fedelmente dal suddito per centrifugare merda contro Prodi e i suoi prodi. Il fallimento della ignobile commissione, travolta e stravolta da scandali e arresti di finti e mendaci testimoni, ha contrariato il presidente Guzzanti che non ha ricevuto i ringraziamenti attesi e richiesti e ha reagito nei modi conosciuti. Proprio in questi giorni di fine aprile 2009, in un’intervista ad Antenne 2, ha dichiarato che la sua Mignottocrazia è definita e conosciuta in Francia come Puttanopoli e che all’estero così siamo considerati e sbeffeggiati. Avanti Savoia! (Emanuele Filiberto, aspirante legittimo (?) al trono come re d’Italia qualora fosse ripristinata la monarchia – ma re Silvio? – si presenta candidato alle elezioni europee nel partito UDC dell’ineffabile Casini: della serie principi e veline, lo spettacolo deve continuare).
La "sana laicità" del papa
Il 25 aprile il santo, sacro e sommo pontefice Joseph Ratzinger, già Hitler Jugend sullo scorcio della II guerra mondiale, afferma che l’inseganmento della religione cattolica nella scuola pubblica statale italiana non è “un’interferenza o una limitazione della libertà...(ma al contrario un esempio)...di quello spirito positivo di laicità che permette di promuovere una convivenza civile costruttiva...L’insegnamento della religione cattolica è parte integrante della storia della scuola italiana”.
Se la Repubblica Italiana fosse lo stato laico che dovrebbe essere e chiedesse allo stato della Città del Vaticano di nominare nelle sue scuole cattoliche insegnanti di non religione cattolica (altre religioni, storia delle religioni, laicismo, laicità, ateismo, agnosticismo, razionalismo...) pagati però dallo Stato della Città del Vaticano, il papa cosa ne penserebbe?
Eppure, in base al concordato clerico-fascista del 1929, confermato dal clerico-comunista articolo 7 della Costituzione del 1948 e aggravato dalla (contro)riforma clerico-socialista del 1984, preti, suore e cattolici DOC di chiara fede e sicura fiducia dei vescovi che li nominano sovranamente per l’insegnamento della religione cattolica, vengono purtroppo e tuttavia pagati dallo Stato Italiano che li nomina in ruolo al di fuori di ogni verifica di controllo, parametro di qualità e concorso e abilitazione professionale, strettamente richiesti a tutti gli altri docenti di qualsiasi altra materia si insegnamento.. Con l’aberrante aggravamento che se l’anno successivo il vescovo revoca la nomina, lo stato “laico” dovrà utilizzare il docente clericale cattolico per tutto il resto della sua carriera lavorativa di 40 anni per l’insegnamento di qualsiasi altra disciplina e materia di studio, a prescindere da qualsiasi qualificazione professionale e competenza specifica. E’ incredibile, ma vero con l’aggravante di una spesa mostruosa di centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire ogni anno per il solo pagamento degli stipendi di questi anomali e incredibili docenti che l’ineffabile ministra Gelmini si è ben guardata dallo sforbiciare, così come selvaggiamente s’è scatenata contro i maestri considerati troppo numerosi e quindi onerosi per il bilancio dello stato!
La stessa Chiesa ammette ormai da lungo tempo che i cattolici praticanti che possono definirsi e ritenersi tali rappresentano ormai un’esigua minoranza, che non rappresenta più del 30% dell’intera popolazione. Perchè allora la maggioranza del 70%, composta da non credenti, diversamente credenti, credenti in altre religioni, atei, agnostici e via laicamente elencando, deve pagare di tasca propria docenti cattolici che insegnano religione cattolica, che meglio e più giustamente potrebbero farlo in chiese, oratori e scuole private, pagati dai loro correligionari e dalla loro chiesa?
Domenica 26 aprile l’87% dei berlinesi ha bocciato con un referendum l’inserimento dell’insegnamento della religione cattolica alla pari con le altre discipline nelle scuole, dove per altro è comunque già presente come materia facoltativa in aggiunta all’orario curriculare: in Italia è addirittura vietato chiedere un referendum per l’abrogazione del concordato perchè non previsto dalle leggi vigenti!
(Ri)chiamo il papa a un dibattito libero e democratico sul concetto di “sano laicismo” e lo invito a (pre)occuparsi di spazi concettuali più consoni alla sua mentalità dogmatica per fede, formazione, cultura e obblighi professionali: il pontefice massimo è infallibile soltanto nelle materie religiose ex catedra e quindi non ci venga pure a insegnare cosa sia un “sano laicismo”. Evidentemente immagina che questo possa coincidere con l’obbligo di (cor)rispondere ossequiosamente ai suoi ordini che i suoi servi papalini si affrettano ad eseguire, trasformando e facendo coincidere ciò che la chiesa ritiene peccato con ciò che lo stato italiano zuavo vaticano trasforma in reato da sanzionare col codice penale! Così la mia vita personale individuale diventa indisponibile per me stesso, ma disponibilissima per chiunque altro (preti, medici, legislatori clericali...) visto che è un dono di dio e soltanto lui (e chi parla a e in suo nome) può disporne! Se questa è libertà e democrazia...
Resistere! Resistere! Resistere!
Se la Repubblica Italiana fosse lo stato laico che dovrebbe essere e chiedesse allo stato della Città del Vaticano di nominare nelle sue scuole cattoliche insegnanti di non religione cattolica (altre religioni, storia delle religioni, laicismo, laicità, ateismo, agnosticismo, razionalismo...) pagati però dallo Stato della Città del Vaticano, il papa cosa ne penserebbe?
Eppure, in base al concordato clerico-fascista del 1929, confermato dal clerico-comunista articolo 7 della Costituzione del 1948 e aggravato dalla (contro)riforma clerico-socialista del 1984, preti, suore e cattolici DOC di chiara fede e sicura fiducia dei vescovi che li nominano sovranamente per l’insegnamento della religione cattolica, vengono purtroppo e tuttavia pagati dallo Stato Italiano che li nomina in ruolo al di fuori di ogni verifica di controllo, parametro di qualità e concorso e abilitazione professionale, strettamente richiesti a tutti gli altri docenti di qualsiasi altra materia si insegnamento.. Con l’aberrante aggravamento che se l’anno successivo il vescovo revoca la nomina, lo stato “laico” dovrà utilizzare il docente clericale cattolico per tutto il resto della sua carriera lavorativa di 40 anni per l’insegnamento di qualsiasi altra disciplina e materia di studio, a prescindere da qualsiasi qualificazione professionale e competenza specifica. E’ incredibile, ma vero con l’aggravante di una spesa mostruosa di centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire ogni anno per il solo pagamento degli stipendi di questi anomali e incredibili docenti che l’ineffabile ministra Gelmini si è ben guardata dallo sforbiciare, così come selvaggiamente s’è scatenata contro i maestri considerati troppo numerosi e quindi onerosi per il bilancio dello stato!
La stessa Chiesa ammette ormai da lungo tempo che i cattolici praticanti che possono definirsi e ritenersi tali rappresentano ormai un’esigua minoranza, che non rappresenta più del 30% dell’intera popolazione. Perchè allora la maggioranza del 70%, composta da non credenti, diversamente credenti, credenti in altre religioni, atei, agnostici e via laicamente elencando, deve pagare di tasca propria docenti cattolici che insegnano religione cattolica, che meglio e più giustamente potrebbero farlo in chiese, oratori e scuole private, pagati dai loro correligionari e dalla loro chiesa?
Domenica 26 aprile l’87% dei berlinesi ha bocciato con un referendum l’inserimento dell’insegnamento della religione cattolica alla pari con le altre discipline nelle scuole, dove per altro è comunque già presente come materia facoltativa in aggiunta all’orario curriculare: in Italia è addirittura vietato chiedere un referendum per l’abrogazione del concordato perchè non previsto dalle leggi vigenti!
(Ri)chiamo il papa a un dibattito libero e democratico sul concetto di “sano laicismo” e lo invito a (pre)occuparsi di spazi concettuali più consoni alla sua mentalità dogmatica per fede, formazione, cultura e obblighi professionali: il pontefice massimo è infallibile soltanto nelle materie religiose ex catedra e quindi non ci venga pure a insegnare cosa sia un “sano laicismo”. Evidentemente immagina che questo possa coincidere con l’obbligo di (cor)rispondere ossequiosamente ai suoi ordini che i suoi servi papalini si affrettano ad eseguire, trasformando e facendo coincidere ciò che la chiesa ritiene peccato con ciò che lo stato italiano zuavo vaticano trasforma in reato da sanzionare col codice penale! Così la mia vita personale individuale diventa indisponibile per me stesso, ma disponibilissima per chiunque altro (preti, medici, legislatori clericali...) visto che è un dono di dio e soltanto lui (e chi parla a e in suo nome) può disporne! Se questa è libertà e democrazia...
Resistere! Resistere! Resistere!
La ubris di Berluskoni
Il concetto greco, ben definito dalla cultura classica, del termine ubris descrive con ottima capacità definitoria il senso dei comportamenti di B. e del suo governo ad personam. Il vocabolario dal greco antico ci traduce il sostantivo con insolenza, tracotanza, alterigia, violenza, prepotenza, petulanza, insulto, dileggio, contumelia, sfrenatezza, oltraggio, ignominia. Tutto ciò appare ormai fin troppo manifesto e sempre più serialmente ripetitivo a stigma delle azioni ben rappresentative della mentalità deteriore di chi ci (s)governa. Il regime (s)fascista ormai al potere produce veri e propri golpe a getto continuo contro la legalità democratica e costituzionale, nell’assoluto silenzio tombale di servi e servitori, corifei e sicofanti, sodali e famigli, nani e ballerine. Solo le voci dei pochi eroi a schiena dritta rimasti in piedi, sommersi dagli ululati della schiumosa ringhiante canea umana dei berluscones si frappongono – ancora per quanto? – all’odiosa marea montante del ludibrio berlusconiano. Il governo ad personam continua a legiferare a ritmo folle, in sempre più mostruoso macroscopico incivile grottesco imbarazzante obbrobrioso pazzesco planetario conflitto di interessi, mai visto, in questa dimensione oceanica, nella storia delle società civili e democratiche. Non contento (e forse addirittura grazie a questo) il (super)duce(tto) di Arcore procede, il 17 aprile, a nominare i vertici RAI durante una riunione casalinga presso la sua residenza privata romana. Il PD parla di indecenza, Ellekappa sintetizza lo scandalo nel botta e risposta della sua folgorante vignetta;” Il premier fa le nomine RAI dal salotto di casa sua” e l’altro “Dove siedono abitualmente i nominati”. Bocchino, Popolo della Libertà (quale?) ad personam nega lo scandalo e afferma, confermandolo senza nemmeno rendersene conto: ”Abbiamo parlato prevalentemente del terremoto d’Abruzzo” (sic!). “Nella Reggia di Palazzo Grazioli il Cavaliere porta il potere a domicilio”, così il 18 aprile La Repubblica, uno dei pochissimi quotidiani ancora relativamente immuni dalla metastasi berlusconiana (mi permetto di usare il terribile termine in quanto utilizzato dall’ egoarca telemediocratico per definire la Magistratura). Insomma il mago di Arcore non perde l’atroce vizio di nominare a casa sua i suoi servitori ai vertici della RAI (vedi già Berluskoni II nel 2003), ma non perde neppure il pelo, visto che il kalotricofilo IV lo ha addirittura recuperato sulla sua testa augusta ma asfaltata e blefaroplasticata.
Di “ennesima ferita della democrazia...(di)...indecente conferma del conflitto di interessi” parlano ormai gli ultimi dei Mohicani, i solitari eroi di una opposizione sempre più flebile e incapace di battersi (salvo rarissime eccezioni) come si dovrebbe in una “guerra all’ultimo sangue” fra lo strapotere politico-economico dell’autocrate egoarca telemediocratico, padrone delle televisioni, dei libri e dei giornali e insieme, incredibilmente ma minacciosamente, anche capo del governo!
Resistere! Resistere! Resistere!
Di “ennesima ferita della democrazia...(di)...indecente conferma del conflitto di interessi” parlano ormai gli ultimi dei Mohicani, i solitari eroi di una opposizione sempre più flebile e incapace di battersi (salvo rarissime eccezioni) come si dovrebbe in una “guerra all’ultimo sangue” fra lo strapotere politico-economico dell’autocrate egoarca telemediocratico, padrone delle televisioni, dei libri e dei giornali e insieme, incredibilmente ma minacciosamente, anche capo del governo!
Resistere! Resistere! Resistere!
venerdì 24 aprile 2009
Il mago di Arcore
Il 23 aprile il celeberrimo mago di Arcore estrae a sorpresa dal suo ipnotico cilindro lo spostamento del G8 dalla sarda La Maddalena all’abruzzese L’Aquila. Motivazioni filantropiche si associano alla vergognosa battuta del risparmio di spesa di 220 milioni di euro già previsti e stanziati. La girandola pirotecnica di bugie carpiate con triplo salto mortale che si sprigiona dalla trovata estemporanea (?), abbaglia e ammalia servi e servitori, sodali e sicofanti, nani e ballerine (fatto salvo e con tutto il doveroso rispetto che nutro per queste due ultime categorie, al contrario delle altre quattro). Lo spostamento da La Maddalena a L’Aquila è un ulteriore seriale escamotage teso ad ampliare il palcoscenico del circo mediatico a suo favore e per questo non può nascondere ed eliminare le vere cause della giravolta, alla faccia dei Sardi che si sono ribellati pesantemente, nonostante abbiano votato a maggioranza il (super)duce(tto) di Arcore soltanto poche settimane prima. I maligni, infatti, ritengono che il ritardo nei lavori a La Maddalena (che l’Uomo del Fare ovviamente non potrà mai confessare) siano di per sè necessari e sufficenti a spiegare l’improvviso sorprendente trasloco.
Oggi 24 aprile poi, lo smemorato di Arcore, preoccupato per la rivolta dei Sardi, afferma che i lavori in Sardegna – quelli da 220 milioni – saranno comunque portati a termine e lo dice serafico, senza ricordarsi che soltanto poche ore prima aveva sproloquiato di un risparmio proprio di quei 220 milioni per meglio giustificare lo spostamento. La (in)capacità di raziocinio logico e crono-logico dell’egoarca, non è certo all’altezza della “genialità” delle sue roboanti trovate che la realtà impietosamente distrugge, fatta salva la fede cieca e abissale degli imbecilli e coglioni – secondo l’amabile raffinata definizione del Supremo Piazzista - che lo hanno votato con convinzione, ma senza cognizione di causa e che continuano imperterriti a votarlo, in modo scriteriato, dissennato e masochistico.
Resistere! Resistere! Resistere!
Oggi 24 aprile poi, lo smemorato di Arcore, preoccupato per la rivolta dei Sardi, afferma che i lavori in Sardegna – quelli da 220 milioni – saranno comunque portati a termine e lo dice serafico, senza ricordarsi che soltanto poche ore prima aveva sproloquiato di un risparmio proprio di quei 220 milioni per meglio giustificare lo spostamento. La (in)capacità di raziocinio logico e crono-logico dell’egoarca, non è certo all’altezza della “genialità” delle sue roboanti trovate che la realtà impietosamente distrugge, fatta salva la fede cieca e abissale degli imbecilli e coglioni – secondo l’amabile raffinata definizione del Supremo Piazzista - che lo hanno votato con convinzione, ma senza cognizione di causa e che continuano imperterriti a votarlo, in modo scriteriato, dissennato e masochistico.
Resistere! Resistere! Resistere!
lunedì 13 aprile 2009
L'animatore turistico al vertice dei Grandi
L’animatore Valtur che cazzeggia ai vertici internazionali sulla crisi come fosse un film dei fratelli Vanzina, un anno fa le corna e un altro fa cucù, strepita, urla e sbraita per farsi notare con l’aria allegra dell’italiano in gita, quello non è soltanto il presidente del consiglio...Berlusconi si infila in quelle pagliacciate per dimostrare che è davvero lì, in mezzo ai potenti della terra, chiamato a partecipare a scelte epocali sui destini del mondo...L’atteggiamento degli altri premier, improntato a un unanime scherno, ben oltre le distinzioni fra destra e sinistra, conferma l’improbabilità della situazione. Davvero la nazione più ricca di cultura ha scelto uno così per rappresentare il proprio approccio alla modernità?...L’Italia intera trova più appropriato farsi rappresentare da macchiette della politica piuttosto che da statisti...” (Curzio Maltese, pag.11, Il Venerdì di Repubblica 10/4/09)
La Chiesa Fondamentalista, lo Stato Laico e il cristianista Buttiglione
L’ineffabile zuavo pontificio Rocco Buttiglione, presidente UDC, da sempre fervente papalino in Servizio Permanente Effettivo in difesa dell’arroganza e della tracotanza dello Stato (estero) della Città del Vaticano, ha sparato un’altra cannonata fragorosa e, spero, controproducente come quella che gli costò il posto di commissario nella UE per indegnità acquisita, allora, in merito alle considerazioni espresse e sproloquiate su e contro omosessuali e omosessualità. Questa volta il pasdaran cattokomeinista (all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale che modifica, corregge e tempera gli aspetti più ignobili, prevaricatori e prepotenti della legge 40 sulla procreazione assistita) tuona:” Se la Costituzione viene sequestrata da un gruppo ideologgizzato perderà l’appoggio dei cattolici italiani”. Ex catedra il professore di filosofia Buttiglione Rocco impartisce alla Corte una lezione su come si deve – rettamente e correttamente – interpretare la Legge e minaccia che – nel caso i Giudici non facciano velocemente loro il suo alto e superiore magistero giuridico e giurisprudenziale – “altrimenti si corre il pericolo che i cattolici con il cuore si stacchino dalla Costituzione”. Io non i preoccuperei nemmeno più di tanto se il distacco con il cuore non implicasse anche la minacciata mancanza di rispetto per la Carta Costituzionale, edificata fra l’altro con il contributo determinante di tanti politici e giuristi cattolici! Il problema, purtroppo, non attiene soltanto al cuore, ma manifesta un vero e proprio ricatto (mafioso?) all’Alta Corte che viene diffidata dall’interpretare la Legge fondamentale su cui si regge la Repubblica Italiana, riservando soltanto a se stesso e alle Camere che lui pretende (a quale titolo?) di rappresentare il diritto e il compito di verificare la costituzionalità delle leggi, per altro ignobili, che questo indefinibile ed ineffabile parlamento berlusconiano produce (lodo Schifani oggi presidente del Senato, lodo Alfano domani chissà cosa, legge 40, biotestamento...). L’ayatollah della corretta ermeneutica del giusto pensare dei cattolici italiani (ma il papa che ci sta a fare?) con orgoglio peccaminoso niente affatto degno di un cattolico praticante, afferma:”C’è una linea di fondo del popolo cristiano che io credo di interpretare”. E gli altri cattolici (come il professor Marino ad esempio?) E il papa? Tutti da subordinare al suo credo?
Gratta gratta, il pensiero reazionario e clericale di un cattolicesimo prepotente e antilaico, negatore della libertà di espressione e di pensiero dei singoli e delle collettività, esplode in modo manifesto:” Che significa censurare l’elemento etico-religioso? Una legge priva di una base etica o religiosa finisce per essere solo una norma ispirata al pragamatismo e all’affarismo” (?). E con questo il papa-dalai lama-gran mufti-rabbino capo Buttiglione, raggiunge l’apice dell’apoteosi della negazione violenta dei valori determinanti e fondamentali di laicità, necessari e sufficienti a sostenere la convivenza civile e sociale di individui e popolazioni di fedi diverse. L’inaccettabile e ottusa confusione che il professore di filosofia Buttiglione opera ancora fra etica e religione, come se non esistesse morale possibile al di fuori di una visione e concezione religiosa della vita umana, ci fa capire quanto ancora oggi possa essere pericoloso per tutti vivere una fede nella convinzione che essa sia la Verità! La Storia ci inchioda alle mostruosità che questa scellerata credenza è riuscita a produrre nei millenni fino ad oggi, partorendo dolori e sofferenze senza limiti, crimini e atrocità indicibili e inenarrabili, che soltanto una sana visione illuminista, liberale e laica può superare per il bene di tutti e nell’interesse di ogni essere umano.
Se la Costituzione laica della Repubblica Italiana, che garantisce diritti e doveri di tutti e di ognuno, non piace al Padreterno Buttiglione, sarà meglio che il professore se ne faccia una ragione, prima di minacciare l’etica laica che sola gli garantisce di potersi permettere il lusso di sproloquiare in modo siffatto. Da tempo la Chiesa controriformistica e reazionaria e i suoi adepti pecorelle-ayatollah definiscono i valori supremi di laicità, necessari e sufficienti a garantire libertà a tutti e ciascuno, come laicisti. E’ evidente che i pasdaran cattokomeinisti non sono più cristiani, ma ovviamente cristianisti. Al vero cristiano (ma quale?) corrisponde il laico, al laicista il cristianista: unicuique suum! Perchè dobbiamo ancora sopportare che qualcuno si arroghi il diritto di possedere la Verità, da usare come una clava preistorica, e pretendere di parlare a nome di dio, di cui molti di noi non accettano nemmeno l’ipotesi dell’esistenza? Per un filosofo come Buttiglione, infine, (stra)parlare di stato etico di hegeliana, nazistalinista memoria, è veramente insopportabile e inaccettabile: si dia una calmata e si rilegga la Buona Novella di amore, fratellanza, compassione e misericordia che il buon rabbi ebreo Gesù tentò di divulgare in Palestina 2000 anni fa. Il “Piombo Fuso” gettatovi a piene mani dall’esercito nazisionista dello stato di Israele soltanto tre mesi or sono, non ci fa affatto ben sperare sul futuro condiviso e condivisibile dell’umanità. A maggior ragione non alimentiamo l’odio che la Bestia Umana è capace di scagliare contro tutti, così come fa il professore pasdaran ayatollah Buttiglione. Inch Allah! Amen!
Gratta gratta, il pensiero reazionario e clericale di un cattolicesimo prepotente e antilaico, negatore della libertà di espressione e di pensiero dei singoli e delle collettività, esplode in modo manifesto:” Che significa censurare l’elemento etico-religioso? Una legge priva di una base etica o religiosa finisce per essere solo una norma ispirata al pragamatismo e all’affarismo” (?). E con questo il papa-dalai lama-gran mufti-rabbino capo Buttiglione, raggiunge l’apice dell’apoteosi della negazione violenta dei valori determinanti e fondamentali di laicità, necessari e sufficienti a sostenere la convivenza civile e sociale di individui e popolazioni di fedi diverse. L’inaccettabile e ottusa confusione che il professore di filosofia Buttiglione opera ancora fra etica e religione, come se non esistesse morale possibile al di fuori di una visione e concezione religiosa della vita umana, ci fa capire quanto ancora oggi possa essere pericoloso per tutti vivere una fede nella convinzione che essa sia la Verità! La Storia ci inchioda alle mostruosità che questa scellerata credenza è riuscita a produrre nei millenni fino ad oggi, partorendo dolori e sofferenze senza limiti, crimini e atrocità indicibili e inenarrabili, che soltanto una sana visione illuminista, liberale e laica può superare per il bene di tutti e nell’interesse di ogni essere umano.
Se la Costituzione laica della Repubblica Italiana, che garantisce diritti e doveri di tutti e di ognuno, non piace al Padreterno Buttiglione, sarà meglio che il professore se ne faccia una ragione, prima di minacciare l’etica laica che sola gli garantisce di potersi permettere il lusso di sproloquiare in modo siffatto. Da tempo la Chiesa controriformistica e reazionaria e i suoi adepti pecorelle-ayatollah definiscono i valori supremi di laicità, necessari e sufficienti a garantire libertà a tutti e ciascuno, come laicisti. E’ evidente che i pasdaran cattokomeinisti non sono più cristiani, ma ovviamente cristianisti. Al vero cristiano (ma quale?) corrisponde il laico, al laicista il cristianista: unicuique suum! Perchè dobbiamo ancora sopportare che qualcuno si arroghi il diritto di possedere la Verità, da usare come una clava preistorica, e pretendere di parlare a nome di dio, di cui molti di noi non accettano nemmeno l’ipotesi dell’esistenza? Per un filosofo come Buttiglione, infine, (stra)parlare di stato etico di hegeliana, nazistalinista memoria, è veramente insopportabile e inaccettabile: si dia una calmata e si rilegga la Buona Novella di amore, fratellanza, compassione e misericordia che il buon rabbi ebreo Gesù tentò di divulgare in Palestina 2000 anni fa. Il “Piombo Fuso” gettatovi a piene mani dall’esercito nazisionista dello stato di Israele soltanto tre mesi or sono, non ci fa affatto ben sperare sul futuro condiviso e condivisibile dell’umanità. A maggior ragione non alimentiamo l’odio che la Bestia Umana è capace di scagliare contro tutti, così come fa il professore pasdaran ayatollah Buttiglione. Inch Allah! Amen!
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