La chiesa cattolica, apostolica, ecumenica, romana è un’istituzione assolutamente inaffidabile e pervicacemente contraddittoria. Oggi 14 ottobre i vescovi – cittadini italiani – della C.E.I. (Conferenza episcopale italiana) ulteriormente e apoditticamente ci confermano il loro dogma :” La vita umana è un bene inviolabile e indisponibile”. Allora perché, finchè hanno potuto, hanno continuato ad assassinare buoni cristiani come Giovanna D’Arco (oggi santificata dalla stessa chiesa che la mandò al rogo come strega eretica), come il frate Giordano Bruno, il frate Gerolamo savonarola, frà Dolcino e milioni di cristiani, definiti eretici e mandati al macello nei modi più ignobili e strazianti? Perché, ancora oggi, cappellani militari pretendono lo stipendio da uno stato (che dovrebbe essere laico e di diritto per definizione) che li paga per benedire soldati che vanno ad ammazzare altri esseri umani, creature di dio “…la cui vita…è un bene inviolabile e indisponibile…”? Attendo spiegazioni che purtroppo non verranno. Intanto la chiesa cattolica apostolica ecumenica romana, utilizzando ignobilmente il principio dell’inviolabilità e indisponibilità della vita umana , si appropria di essa, impedendo ai suoi legittimi proprietari di esercitare i diritti conseguenti.
E’ vero, la vita umana è un bene inviolabile e indisponibile: ma da chi e per chi? E’ inviolabile da tutti, ad eccezione dell’unica persona autorizzata a decidere della propria esistenza e cioè ognuno di noi per se stesso, in scienza e coscienza dei propri diritti e dei propri doveri. E’ indisponibile a tutti, ad eccezione dell’unico che può disporne a piacimento e cioè ognuno di noi per se stesso. “Il diritto alla disponibilità del proprio corpo” è stato teorizzato da Costantino Mortati fin dal 1961! E il diritto al rifiuto di cure ormai largamente e ripetutamente esercitato dimostra – contrariamente alle plateali bugie della chiesa – che il bene della vita è disponibilissimo e nella piena disponibilità di ogni persona adulta e consapevole. Nessuno può imporre la prigionia della sofferenza, nemmeno dio, se esistesse. (Il dolore e la Politica, Boraschi/Mannoni)
Se i cattolici apostolici ecumenici romani intendono rinunciare al proprio diritto di vivere e/o morie, conferendolo a preti, vescovi, cardinali e papi che possono esercitarlo a loro danno secondo la propria volontà spacciata per quella di dio, non si comprende perché questo comportamento autocratico, dogmatico, antidemocratico, retrogrado, reazionario, oscurantista, antipedagogico debba essere imposto anche a chi non ha mai ri-conosciuto alla chiesa alcun diritto di intromissione nella sfera più intima e privata della propria vita e della propria esistenza. Il peggio del peggio del Medio Evo (oscurantismo, superstizione, ignoranza e negazione di ogni forma di libera espressione del pensiero) sta ri-nascendo rigoglioso e vergognoso, ri-proposto da un papa tedesco, forte dell’esperienza da Hitler Jugend vissuta nella sua giovane età!
Insomma la vita è un dono di dio e quindi solo lui può togliercela: così insegna e impone la chiesa cattolica a, in e nel nome e per conto del suo dio generoso e misericordioso. Quando però la nostra esistenza diventa un calvario a senso unico di atroci sofferenze, di ineliminabili dolori, di attesa angosciosa della morte a senso unico, la chiesa insiste nel confermarci che la nostra vita è indisponibile a noi stessi. Tutti hanno diritto di disporne a piacimento, meno che gli unici autentici genuini veraci titolari e cioè soltanto noi stessi, ognuno per sé medesimo. Allora perché la chiesa insiste nel pretendere di far decidere tutti meno che il sottoscritto, in merito alla cessazione della propria esistenza, qualora mi fossi convinto che non valga proprio più assolutamente la pena di viverla e di essere vissuta? E allora forza a battere la grancassa del dio che te l’ha data e che solo lui può togliertela (ma a me che sono ateo e quindi non riconosco nemmeno l’esistenza di un dio, chi può convincermi e/o costringermi)? E preti, suore, vescovi, cardinali e papi che pretendono di decidere per te in nome del loro dio inesistente sparano le cannonate che ritengono necessarie. Alla fine il cardinale Dionigi Tettamanzi, convinto pure lui di non potere per questa via convincere nessuno afferma :” Lasciamo che siano i medici a decidere”. Insomma, tutti hanno il diritto di decidere della mia vita sulla mia pelle, meno il sottoscritto che, invece, a mio insindacabile giudizio e indiscutibile parere, è l’unico a possedere i titoli legali, morali, giuridici, sociali e civili adeguati all’enormità della scelta di assoluta libertà e di totale civiltà. Deve cessare l’ignobile pretesa di appropriarsi della vita altrui con la violenza dell’ideologia dogmatica, fosse pure spacciata per religione, e della prepotenza fisica dell’imposizione di cure non richieste e rifiutate. Il cittadino adulto e vaccinato o chi, a suo nome e per suo conto, ne fa le veci ha il sacrosanto diritto di decidere personalmente, lui stesso e soltanto lui (e/o chi da lui designato) di vivere e/o morire. Si ritirino i preti nelle loro chiese, si autoeliminino i medici con l’impotenza delle loro ipocrite e servili obiezioni di coscienza e non pretendano di imporre a nessuno i dettami della loro religione privata, che vale solo per chi ci crede e la professa e non può né deve essere usata come una clava preistorica per negare ai nemici il diritto alla propria vita e alla propria morte.
Se un dio c’è, o è maligno o è impotente. Di fronte al Male del dolore e dell’atrocità della sofferenza degli innocenti nel mondo, un dio buono e onnipotente sarebbe intervenuto a priori. Se ancora non l’ha fatto, forse è buono, ma non è onnipotente. Se fosse invece onnipotente, per ciò stesso si manifesterebbe come un dio cattivo o addirittura maligno e perfido: nella migliore delle ipotesi, del tutto indifferente alle sofferenze umane, visto che, pur potendole evitare, non lo fa! E di un dio maligno e impotente non sappiamo proprio cosa farcene: lo ami perciò chi può e vuole, travolto dal suo delirio psicopatologico di sadomasochismo disumano e bestiale. Così vuole dio e così sia.
Proprio oggi 16 ottobre infine il papa afferma anche che:” La scienza moderna a volte segue solo il facile guadagno e tenta di sostituirsi al Creatore con arroganza, senza essere in grado di elaborare principi etici, mettendo in grave pericolo la stessa umanità”. “Il papa prima di parlare dovrebbe pensarci due volte” gli risponde di rimando la grande astronoma Margherita Hack. E anche Carlo Bernardini, fisico alla Sapienza, ribatte:” Il papa che incassa l’8 per mille non può parlare di soldi a noi, che in questi giorni lottiamo per non fare annegare l’università…Le affermazioni del papa rasentano l’incredibile…”. Mi limito a non aggiungere altro perché l’enormità delle dichiarazioni papaline si condanna da sola (e/o almeno voglio sperarlo).
lunedì 20 ottobre 2008
Fiducia nelle banche?
Da giorni, in relazione al megacrollo mondiale delle borse, stampa e televisione (dei padroni?) ci bombardano per informarci che le banche non nutrono fiducia…nelle banche! Queste cioè non si fidano…di se stesse, come se ognuna fosse convinta che ogni altra possa fregarla alla prima occasione utile e per questo hanno bloccato i prestiti interbancari, “costringendo” i governi (dei Padroni?) a prestare loro…i nostri soldi! Siamo arrivati all’ignobile (s)punto paradossale che i cittadini, già defraudati dalle banche dei loro soffertissimi risparmi fagocitati nei vari crak tipo Parmalat, Cirio, Bond Argentini e quant’altro, ora debbano anche sovvenzionare, coi pochi spiccioli rimasti nelle loro tasche, le stesse banche per evitare che tracollino. Dopo il danno della truffa, anche le beffe dell’esproprio forzato attuato da un governo il cui capo è padrone di una banca (Mediolanum) e padre di una figliola, Marina, vicepresidente di Mediobanca, organo di controllo (?) delle banche, presieduta da Geronzi, già condannato con sentenza di primo grado per gravissimi reati bancari e in attesa di ulteriori processi! Nonostante ciò, governo, padroni, stampa, televisioni, banche (che trovano un’iperbolica, surreale, paradossale, incredibile, ineffabile coincidenza fisica nel corpo del Megakalotricofiloblefaroplasticato) intendono convincerci ad avere fiducia…nelle loro banche! Inconcepibile! Inaccettabile! Solo i coglioni che hanno votato il superducetto mago di Arcore, possono non cogliere l’insostenibilità dell’inaccettabile e inammissibile pretesa del Grande Rassicuratore, Imperatore dei Piazzisti, Novello Uomo della Provvidenza di e da Arcore! Alleluia! Diuo è grande, ma Qualcuno ancora di più!
Cervello bruciato dalla droga e dalle bugie
“Che nel nostro paese ci siano genitori così sconsiderati da portare in piazza bambini di pochi anni la dice lunga sulla natura criminogena della sinistra. I figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie”. Questa la farneticante, provocatoria, disarmante, strabiliante, prevaricante, incredibile, ignobile, arrogante, irritante, offensiva, indisponente, urtante dichiarazione esternata all’ANSA il 18 ottobre dall’insigne statista onorevole pidiellino, passato alla storia come legge Gasparri omonima ad personam del duce di Arcore a favore delle sue televisioni e a discapito delle altre, a cominciare dalla RAI.
Proviamo a immaginare la violenta e viscerale rerazione del deputato se avesse intercettato la sua stessa dichiarazione, così espressa da un suo collega d’opposizione:” Che nel nostro paese ci siano genitori così sconsiderati da portare in piazza bambini di pochi anni, la dice lunga sulla natura criminogena della destra. I figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie”. Eppure questo (portare in piazza bambini di pochi anni) è quello che ha fatto e fa normalmente il suo padrone blefaroplasticato kalotricofilo quando si fa immortalare in pubblico coi suoi nipotini portandoli per mano sulla piazza mediatica, allo scopo di santificare le sue famiglie (è un supercattolico, per questo ne ha addirittura due, almeno ufficialmente).
L’apologia indiscussa e indiscutibile del “caro leader” factotum di Arcore, fa scrivere al Financial Times che Silvio riceve dai media italiani “un’adulazione vicina ai livelli nordcoreani”: non è propriamente un complimento l’equiparazione dei cari leader secondo la terminologia nordcoreana. Che “il governo invade i media” se ne è accorto anche il buon Veltroni, distruttore scientifico specializzato in demolizioni di opposizioni: giusto oggi 19 ottobre ha dichiarato terminata quella col battagliero Di Pietro, accollandogliene per altro tutte le responsabilità. Meglio male accompagnati che soli, ma il leader dell’opposizione fraterna, dialogante e perdente preferisce diversamente. Che dio, qualora esistesse, gliela mandi buona! L’Agcom intanto conferma:” Squilibrio indecente, la TV è schierata come non mai e per questo il consenso dell’esecutivo è così alto”. La vittoria del mago di Arcore è stata la conseguenza dei brogli televisivi elettorali, attuati da chi, già proprietario di tre reti televisive sulle sei dell’ignobile oligopolio italiano, controllava e controlla, di fatto, attraverso la schiera sterminata di servi e veline che gli ubbidisce a 90°, anche le tre reti RAI. Aggiungiamo allo strapotere telemediocratico del superducetto di Arcore anche il potere della sua stampa servile come Il Giornale (del fratello, si fa per dire), de Il Foglio (della moglie, si fa per dire), di Panorama, delle sue banche, delle sue assicurazioni, della sua squadra di calcio del Milan e via elencando. Questo spaventoso, orrido, incivile, eccessivo, smodato, megagalattico, esagerato, sproporzionato, plateale, omerico, barbaro, selvaggio, arretrato, primitivo conflitto di interessi (ormai interessi senza più conflitto) lascia indifferenti i coglioni che lo hanno votato e quindi…il regime può rafforzarsi giorno dopo giorno, ogni giorno di più. Contro il regime per la libertà (così tuonava l’anno passato l’attuale maggioranza quando scendeva in piazza come opposizione all’attuale minoranza): e così sia!
Proviamo a immaginare la violenta e viscerale rerazione del deputato se avesse intercettato la sua stessa dichiarazione, così espressa da un suo collega d’opposizione:” Che nel nostro paese ci siano genitori così sconsiderati da portare in piazza bambini di pochi anni, la dice lunga sulla natura criminogena della destra. I figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie”. Eppure questo (portare in piazza bambini di pochi anni) è quello che ha fatto e fa normalmente il suo padrone blefaroplasticato kalotricofilo quando si fa immortalare in pubblico coi suoi nipotini portandoli per mano sulla piazza mediatica, allo scopo di santificare le sue famiglie (è un supercattolico, per questo ne ha addirittura due, almeno ufficialmente).
L’apologia indiscussa e indiscutibile del “caro leader” factotum di Arcore, fa scrivere al Financial Times che Silvio riceve dai media italiani “un’adulazione vicina ai livelli nordcoreani”: non è propriamente un complimento l’equiparazione dei cari leader secondo la terminologia nordcoreana. Che “il governo invade i media” se ne è accorto anche il buon Veltroni, distruttore scientifico specializzato in demolizioni di opposizioni: giusto oggi 19 ottobre ha dichiarato terminata quella col battagliero Di Pietro, accollandogliene per altro tutte le responsabilità. Meglio male accompagnati che soli, ma il leader dell’opposizione fraterna, dialogante e perdente preferisce diversamente. Che dio, qualora esistesse, gliela mandi buona! L’Agcom intanto conferma:” Squilibrio indecente, la TV è schierata come non mai e per questo il consenso dell’esecutivo è così alto”. La vittoria del mago di Arcore è stata la conseguenza dei brogli televisivi elettorali, attuati da chi, già proprietario di tre reti televisive sulle sei dell’ignobile oligopolio italiano, controllava e controlla, di fatto, attraverso la schiera sterminata di servi e veline che gli ubbidisce a 90°, anche le tre reti RAI. Aggiungiamo allo strapotere telemediocratico del superducetto di Arcore anche il potere della sua stampa servile come Il Giornale (del fratello, si fa per dire), de Il Foglio (della moglie, si fa per dire), di Panorama, delle sue banche, delle sue assicurazioni, della sua squadra di calcio del Milan e via elencando. Questo spaventoso, orrido, incivile, eccessivo, smodato, megagalattico, esagerato, sproporzionato, plateale, omerico, barbaro, selvaggio, arretrato, primitivo conflitto di interessi (ormai interessi senza più conflitto) lascia indifferenti i coglioni che lo hanno votato e quindi…il regime può rafforzarsi giorno dopo giorno, ogni giorno di più. Contro il regime per la libertà (così tuonava l’anno passato l’attuale maggioranza quando scendeva in piazza come opposizione all’attuale minoranza): e così sia!
martedì 7 ottobre 2008
Etica e finanza
“Dobbiamo riportare l’etica nel campo della finanza” così si affanna a predicare – Cicero pro domo sua – il capo del governo dei coglioni che l’hanno votato. Sbalorditiva e raccapricciante affermazione sulla bocca di chi non ha mai chiarito da quale pulpito (dell’origine delle sue megaricchezze mai spiegata) viene l’incredibile predica (della moralizzazione della finanza). Bugia provocatoria perché proprio in questi giorni il Megakalotricofiloblefaroplasticato – per altro in combutta con altri capi di governo, anche europei – sta affermando il principio che sono proprio i poveri piccoli risparmiatori, già defraudati e spossessati dalle banche dei propri averi, a doverle risarcire e non il contrario! Aggiungiamo anche l’impressione nefasta derivante dal ciclopico conflitto di interessi che marchia indelebilmente l’operato del mago di Arcore, Robin Hood rovesciato: mentre proclama, da capo del governo, di “dover riportare l’etica nel campo della finanza”, regalando i nostri sudati risparmi di contribuenti che pagano le tasse alle associazioni filantropiche meglio note come banche, è proprietario di banche e padre di Marina, figliola com-padrona di Mediobanca che controlla le banche! No comment! Naturalmente la censura della telemediocrazia del signor Mediaraiset impedisce omertosamente la circolazione di ogni informazione al riguardo. L’ex-piduista può dormire sonni tranquilli (se ci riesce). Noi meno.
Il papa fa il suo mestiere?
Nell’omelia del 5 ottobre 2008 il pontefice Joseph Ratzinger, già membro, in gioventù, della Hitler Jugend ha affermato che “…senza Dio la società è più divisa e confusa…(e che)…la solidità non sta nei soldi, ma solo nella parola di Dio…” Non so se il massimo rappresentante della chiesa cattolica apostolica ecumenica romana, nonché vescovo di Roma, nonché capo autocratico dello Stato della Città del Vaticano parlasse soltanto del suo dio cristiano oppure anche degli dei delle altre religioni, monoteiste e non. Resta il fatto che l’uomo non s’è mai combattuto più ignobilmente e atrocemente se non quando ha scatenato guerre ed eccidi in nome di dei diversi o addirittura in nome e per conto di interpretazioni differenti della stessa religione cristiana. Ricordate quando gli uomini, buoni cristiani, si sbudellavano dividendosi fra seguaci della consustanziazione e difensori della transustanziazione? Cattolici e protestanti, fin dalla loro nascita nel 1500, ritenevano giusto e doveroso massacrasi e macellarsi come gli animali e peggio delle bestie per affermare la Verità dell’ostia consacrata che si trasforma in vero corpo di Cristo piuttosto che mantenere anche la sostanza farinacea di cui materialmente (e secondo me unicamente) è costituita. Il dio che rende unita e non confusa la società è lo stesso che guidava le mani dei boia della Santa Inquisizione che torturavano le cosiddette presunte streghe e i così definiti eretici come il frate Giordano Bruno bruciato vivo nel mercato di Campo de’ Fiori a Roma il 17 febbraio 1600. Non contenta la chiesa cattolica in tempi più recenti, è arrivata anche a ri-chiedere la rimozione della sua statua che per fortuna fu negata dal duce del fascismo ai tempi dell’ignobile Concordato fra monarchia fascista e autocrazia clericale vaticana! Il papa si faccia raccontare quanto dio unisca società divise e confuse come quelle ebraiche e palestinesi e/o quelle di Osama Bin Laden e di Bush, tanto per rimanere legati alla realtà più immediata e drammatica! Rivendico perciò il diritto sacrosanto di rovesciare l’assunto inaccettabile e provocatorio del papa, eliminando l’unico Dio e/o gli innumerevoli dei che la immaginifica mente umana ha saputo pro-creare nell’arco ormai lungo della sua storia plurimillenaria. Potrebbe essere una buona valida premessa per costruire società meno divise e meno confuse, dove solo il principio di laicità dello stato e degli individui può garantire a tutti le medesime libertà di culto e di espressione del pensiero.
Oggi in Italia siamo ben lontani da questo necessario modello di comportamento: il baricentro di ogni possibile discussione su ogni tematica possibile viene pervicacemente e prepotentemente spostato sulle posizioni dell’etica e della bioetica vaticana! Il papa, il segretario di stato vaticano Bertone, la CEI attraverso il cardinale Bagnasco e monsignor Betori, vescovi, preti, suore, politici servili, ottusi ed ipocriti come quelli divorziati che si inchinano a baciare mano e pantofola papaline, ci trattano come pecore soltanto usufruttuarie della nostra esistenza di cui il vero e unico proprietario autorizzato resta il dio delle loro personali credenze. “Un sistema di governo in cui le decisioni legislative siano la traduzione immediata e diretta di precetti e norme derivanti da una fede sarebbe inevitabilmente violenza nei confronti del non credente” e/o diversamente credente. (Gustavo Zagrebelski, Presidente Emerito della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana).
Oggi il papa, a parole, fa finta di disdegnare così sprezzantemente i quattrini, mentre incassa ogni anno, oltre le mille altre laute prebende benignamente e servilmente concesse dalla Repubblica Italiana, anche l’ignobile esoso balzello dell’otto per mille del prelievo fiscale di tutti i cittadini che pagano le tasse, a prescindere dall’apposizione della loro firma o meno sulla dichiarazione fiscale. Nei forzieri dello IOR, l’oscura banca vaticana tetragona a ogni controllo, (anche della magistratura che indagava sulle malefatte di monsignor Marcinkus ben protetto dal santo padre Giovanni Paolo II), sono depositate conchiglie e perline colorate? “Non è possibile servire nello stesso momento sia Dio che Mammona che produce ingiustizia” (Vangelo di Matteo e di Luca). “Rendete a Cesare quello che è di cesare e a Dio quello che è di Dio” (vangelo di Matteo). “Più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio” (vangelo di Matteo). Insomma il papa, invece di parlare retoricamente a vuoto e di disprezzare ipocritamente il denaro che utilizza, non fosse altro che per farne opere di bene, venda le immense ricchezze della sua chiesa sfarzosa e costantiniana al miglior offerente e si sposti in Africa e/o dove altro ce ne sia urgente bisogno, con le sue suore ed i suoi preti ridotti alla povertà già predicata inutilmente dal rabbi ebraico Yeoshua, e pratichi lì le sue teorie, incarnandole con le sue prediche nell’amore quotidiano per il prossimo, fratello e figlio di Dio come lui. Attendo il miracolo, nel quale per altro non credo.
Oggi in Italia siamo ben lontani da questo necessario modello di comportamento: il baricentro di ogni possibile discussione su ogni tematica possibile viene pervicacemente e prepotentemente spostato sulle posizioni dell’etica e della bioetica vaticana! Il papa, il segretario di stato vaticano Bertone, la CEI attraverso il cardinale Bagnasco e monsignor Betori, vescovi, preti, suore, politici servili, ottusi ed ipocriti come quelli divorziati che si inchinano a baciare mano e pantofola papaline, ci trattano come pecore soltanto usufruttuarie della nostra esistenza di cui il vero e unico proprietario autorizzato resta il dio delle loro personali credenze. “Un sistema di governo in cui le decisioni legislative siano la traduzione immediata e diretta di precetti e norme derivanti da una fede sarebbe inevitabilmente violenza nei confronti del non credente” e/o diversamente credente. (Gustavo Zagrebelski, Presidente Emerito della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana).
Oggi il papa, a parole, fa finta di disdegnare così sprezzantemente i quattrini, mentre incassa ogni anno, oltre le mille altre laute prebende benignamente e servilmente concesse dalla Repubblica Italiana, anche l’ignobile esoso balzello dell’otto per mille del prelievo fiscale di tutti i cittadini che pagano le tasse, a prescindere dall’apposizione della loro firma o meno sulla dichiarazione fiscale. Nei forzieri dello IOR, l’oscura banca vaticana tetragona a ogni controllo, (anche della magistratura che indagava sulle malefatte di monsignor Marcinkus ben protetto dal santo padre Giovanni Paolo II), sono depositate conchiglie e perline colorate? “Non è possibile servire nello stesso momento sia Dio che Mammona che produce ingiustizia” (Vangelo di Matteo e di Luca). “Rendete a Cesare quello che è di cesare e a Dio quello che è di Dio” (vangelo di Matteo). “Più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio” (vangelo di Matteo). Insomma il papa, invece di parlare retoricamente a vuoto e di disprezzare ipocritamente il denaro che utilizza, non fosse altro che per farne opere di bene, venda le immense ricchezze della sua chiesa sfarzosa e costantiniana al miglior offerente e si sposti in Africa e/o dove altro ce ne sia urgente bisogno, con le sue suore ed i suoi preti ridotti alla povertà già predicata inutilmente dal rabbi ebraico Yeoshua, e pratichi lì le sue teorie, incarnandole con le sue prediche nell’amore quotidiano per il prossimo, fratello e figlio di Dio come lui. Attendo il miracolo, nel quale per altro non credo.
Berluskoni a 90°
Alle 11 di oggi 4 ottobre 2008, Joseph Ratzinger, ex Hitler Jugend, sale al Quirinale come papa, in visita ufficiale al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, ex stalinista. Presenziano le più alte autorità dello stato, dagli ex presidenti, ai presidenti del parlamento, al capo del governo, a fare gli onori di casa. Il Megakalotricofiloblefaroplsticato si inchina in modo sperticato, smisurato, esagerato, enorme, eccessivo, sproporzionato, spropositato, smodato, esorbitante, ampolloso, iperbolico con servile, adulatoria, meschina, umiliante, sottomessa, timorosa, strisciante, cortigiana angolazione di baciamano, che prelude al bacio prossimo della pantofola, solo poco più vicina alla terra. Che l’inchino a 90°, eccessivo e plateale, sia anche ipocrita e di pessimo gusto, deriva dal fatto che il capo del governo pro tempore sia anche un divorziato. Come tale non ha certo ubbidito ai dettami della chiesa di cui il papa è il rappresentante massimo e indiscusso, tanto che il suo magistero è infallibile per dogma di fede. Insolubilmente contraddittorio, incoerente, insostenibile, ambiguo, incongruo è perciò inchinarsi a chi viene insieme disconosciuto nella sua autorità e autorevolezza, ancorché autocratica e autoreferenziale. Oltre che insostenibile da un punto di vista meramente logico e di coerenza razionale, l’incredibile baciamano è un’offesa ai canoni estetici di ogni forma di bellezza e piacevolezza possibili. Inchinarsi, può anche essere un’arte esteticamente pregevole, ove appresa nel tempo e perseguita con pervicacia e buona volontà, che difettano evidentemente nell’improbabile discepolo Berluskoni: in questo caso resta soltanto una schifezza dal punto di vista morale, per l’annullamento sottinteso della propria dignità umana.
In ogni modo, nutrivo già profondi e convinti motivi di rigetto nel contestare il diritto di rappresentatività di tutti i cittadini italiani che l’attuale capo di governo pro tempore pretende di possedere. Questo inchino moralmente ipocrita, esteticamente brutto, complessivamente riprovevole, mi conferma nella bontà della mia convinzione di non volere, potere e dovere essere rappresentato per nessun motivo dal mago di Arcore, presidente del consiglio dei ministri pro tempore ad suam personam. Immagino comunque che i coglioni che lo hanno votato ne siano per ciò stesso orgogliosi e convinti. Buon per loro, ma il paese così si spacca sempre di più, sotto i colpi forsennati del maglio autotelemediocratico del duce di Arcore.
In ogni modo, nutrivo già profondi e convinti motivi di rigetto nel contestare il diritto di rappresentatività di tutti i cittadini italiani che l’attuale capo di governo pro tempore pretende di possedere. Questo inchino moralmente ipocrita, esteticamente brutto, complessivamente riprovevole, mi conferma nella bontà della mia convinzione di non volere, potere e dovere essere rappresentato per nessun motivo dal mago di Arcore, presidente del consiglio dei ministri pro tempore ad suam personam. Immagino comunque che i coglioni che lo hanno votato ne siano per ciò stesso orgogliosi e convinti. Buon per loro, ma il paese così si spacca sempre di più, sotto i colpi forsennati del maglio autotelemediocratico del duce di Arcore.
venerdì 3 ottobre 2008
Domanda banale
“La domanda è banale ma è sempre la stessa ed è cruciale: poiché nessuno obbliga un eventuale “cattolico” timorato…” (Michele Serra, La Repubblica 2 ottobre 2008, pag.34) a divorziare, ad abortire, a inneggiare alla Ragione, a negare dio, a sbattezzarsi, a rifiutare cure inutili, - dolorose e contrarie alla dignità umana così come definita dal pensiero laico, illuminista, eventualmente laicista ed anticlericale - , a suicidarsi, a cambiare religione e chissà quante altre “…perché mai costui (il Cattolico Timorato) si sente istintivamente portato a impedire ad altri…” di divorziare, abortire, ecc., ecc., ecc.? Attendo risposte, semplici, chiare, esaurienti ed esaustive che non ci saranno perché i depositari della Verità del Bene, non solo non scendono a patti con chi teorizza e pratica l’Errore del Male ma tendono, con malvagia, perfida e violenta prepotenza pedagogica, a imporgli con la forza il riconoscimento del proprio Credo.
“Dove sono coinvolte questioni religiose, gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale”. (Sigmund Freud, L’Avvenire di una Illusione).
Il cardinale Bellarmino che istruì il processo a Giordano Bruno, dal quale il frate panteista fu letteralmente incenerito, afferma con assoluta apodittica autoreferenziale assiomatica dogmatica autocratica certezza :” Se anche il papa errasse comandando dei vizi e proibendo delle virtù, la Chiesa è tenuta a credere che i vizi siano buoni e le virtù cattive”. (De Romano Pontifice, IV, 2)
“Dove sono coinvolte questioni religiose, gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale”. (Sigmund Freud, L’Avvenire di una Illusione).
Il cardinale Bellarmino che istruì il processo a Giordano Bruno, dal quale il frate panteista fu letteralmente incenerito, afferma con assoluta apodittica autoreferenziale assiomatica dogmatica autocratica certezza :” Se anche il papa errasse comandando dei vizi e proibendo delle virtù, la Chiesa è tenuta a credere che i vizi siano buoni e le virtù cattive”. (De Romano Pontifice, IV, 2)
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