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mercoledì 27 agosto 2008

W l'eroe Mangano! (il mafioso) W il giudice Falcone (ammazzato dalla mafia) Lo dice berlusconi

In questi giorni d’agosto il motivo dominante propinato dal Blefaroplasticato Kalotricofilo B. è la riforma giudiziaria, valida perché così la voleva anche Giovanni Falcone, mostruosamente ammazzato nel 1992 insieme alla moglie, giudice anch’essa e alla scorta nello spettacolare attentato di Capaci, che distrusse anche decine di metri di autostrada.
Come può la Testa Asfaltata di Al Tappone Cainano pensare di potere soltanto pronunciare il nome di Falcone, dopo aver recentemente osannato letteralmente come eroe il suo ex stalliere/factotum della sua villa di Arcore Mangano, morto in galera dove scontava due ergastoli per omicidi di mafia? Giustamente Di Pietro lo invita a non nominare il nome di falcone invano: è come se il diavolo nominasse e inneggiasse all’acqua santa! Eppure…Anche il sodale braccio destro di B. Dell’Utri ha definito eroe il Mangano, ma la predica viene dal pulpito di chi, già condannato con sentenza passata in giudicato (fallimento ecc.), si è già beccato anche 9 anni in primo grado per reati mafiosi (i soliti magistrati comunisti e faziosi!)
B. purtroppo è al di sopra (o al di sotto) e comunque al di fuori delle leggi, perché il recentissimo lodo ad personam Alfano, ministro della giustizia ad personam di B. garantisce l’impunità all’attuale capo di governo B., caso unico in tutto l’orbe terraqueo e nella storia umana di tutti i tempi! La logica di B. è talmente soggettiva e personale da risultare incomprensibile e imperscrutabile. Perché, se no, il divorziato B. dovrebbe rifarsi al magistero del papa per definire i limiti della prossima legge che negherà l’eutanasia? Perché i (dis)valori cattolici, che non valgono per lui, devono essere imposti a me che sono ateo e comunque diversamente credente? Mistero mistico, glorioso e gaudioso che dio (se esiste) ci aiuterà sicuramente a svelare.

Indipendenza per Ossezia e Abkhazia: e le altre nazioni?

In questi ultimi giorni di agosto tutto l’Occidente, famigerato portatore di libertà e democrazia nell’universo mondo, grida all’unisono – salvo l’Italia di Berlusconi che è amico di Putin e quindi non lo può contraddire – contro l’affermata indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkazia proclamate formalmente dalla Duma Russa dell’amico di Al Tappone, nonché autocrate di tutte le Russie, anche quelle che non vogliono esserlo. Putin giustifica la distruzione della Georgia e l’annessione di fatto delle proclamate neonate repubbliche indipendenti nella forma dell’Ossezia e dell’Abkazia, col precedente del Kossovo. Difficile dargli torto: dieci anni dopo il despota russo ex KGB, ex PC ma amico di B. si prende la rivincita a lungo covata e nutrita colla freddezza e il cinismo che lo connotano. Tutti strillano, ma nessuno spiega con argomenti forti e persuasivi in cosa consista la differenza fra le due situazioni, che personalmente – purtroppo - mi sembrano perfettamente speculari e biunivoche. Tuttavia, ammesso che la Russia possa avere ragione a pretendere l’indipendenza dell’Ossezia del Sud, perché non ha proclamato anche l’indipendenza dell’Ossezia del Nord che fa parte integrante tuttora del suo territorio nazionale? Non hanno forse diritto gli Osseti a unificarsi in un’unica Repubblica Osseta finalmente libera e indipendente? E che dire della Cecenia di cui l’amico di B. ha fatto carne di porco, massacrando la popolazione decimata dalle truppe russe e distruggendo il territorio in una brutale guerra di invasione, che Putin ritiene invece una sacrosanta riaffermazione della difesa della nazione russa nella quale la martoriata Cecenia è stata inglobata violentemente da due secoli, grazie alla “liberazione” della popolazione cecena operata prima dai feroci Cosacchi degli Zar e poi dalla gloriosa Armata Rossa dell’Impero dell’Unione Sovietica? Lo zar (ex?)comunista Putin quando riconoscerà l’indipendenza del Daghestan, dell’Inguscezia, della Cabardia Bancaria, del Karacaevo-Cerkessia, della Repubblica dei Calmucchi, della Adigezia (tanto per rimanere nella zona caucasica e senza allargare troppo il cerchio…), tutte nazioni facenti parte dell’attuale impero russo che la logica putiniana dovrebbe volere immediatamente libere e indipendenti come l’Ossezia del Sud e l’Abkazia?
Prendiamo atto ancora una volta, con tutta la tristezza, l’amarezza e la disperazione necessarie, che i capi di stato proclamano il diritto alla legalità per se stessi, mentre lo negano senza ritegno agli altri, secondo una logica di puro potere e di forza bruta, unico metro di misurazione della bontà dei comportamenti ritenuti necessari e sufficienti a giustificare ogni nefandezza!
Le masse umane, (le più disgraziate abbrutite dalla ricerca incessante di una sopravvivenza precaria e labile, le più fortunate rincoglionite dal sistematico martellante lavaggio del cervello operato dai sistemi di comunicazione di massa in mano ai caimani del momento) assistono indifferenti e/o osannanti al massacro sistematico di ogni legalità, di ogni giustizia, di ogni moralità, di ogni umanità di cui potremmo ancora essere portatori sani in questo mondo che vive di nefandezze sempre più ignobili, indecorose e indecenti!

martedì 26 agosto 2008

Stragi in Afganistan

Stragi in Afganistan

I tedeschi nazisti che durante la seconda guerra mondiale hanno massacrato persone inermi, donne, vecchi e bambini, distruggendo ignobilmente interi villaggi e paesi per rappresaglia (mentre i loro nemici angloamericani massacravano ignobilmente 250.000 inermi nostri concittadini con bombardamenti terroristici e delinquenziali) i tedeschi, dicevo, sono stati e sono considerati criminali di guerra, ancora oggi punibili qualora fossero identificabili (quei pochi ancora vivi…).
In questi giorni i valorosi piloti statunitensi hanno ammazzato – per errore? - più di 70 civili (20 donne e 50 bambini) bombardando un villaggio afgano. Lo stesso capo collaborazionista Karzai ha definito “crudele e barbarica l’ingiustificata carneficina”. Per altro le Nazioni Unite dichiarano che soltanto in questo ultimo anno in corso più di 700 civili afgani sono stati ammazzati dai belligeranti (300 dagli occidentali e 400 dai talibani. Inch Allah!)
Quale è la differenza fra i criminali di guerra tedeschi e nazisti (angloamericani no?) e i valorosi piloti del libero Occidente portatore di libertà e democrazia? Qualcuno me la può spiegare? Attendo non fiducioso.

Gli inaccetabili, immorali, mondani privilegi della chiesa cattolica

Il cardinale di santa romana ecumenica apostolica chiesa cattolica Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha scatenato, proprio in questi ultimi giorni di agosto, l’ennesima reazionaria prepotente plurimillenaria battaglia antilaica, antiliberale e antistatuale. La chiesa ha sempre goduto, in Italia, di privilegi discutibili e ingiusti, moltiplicati smodatamente negli ultimi decenni a partire dal concordato fascista stipulato nel 1929 fra Pio XI e il duce Benito Mussolini, purtroppo riconfermato e introdotto nella nuova costituzione della Repubblica Italiana nel 1948, grazie all’inciucio storico e riprovevole fra i democristiani di De Gasperi e i comunisti stalinisti di Togliatti.
Il cardinale Bagnasco si permette di fare lo spiritoso affermando con puerili giochi di parole che “la chiesa non deve rimanere chiusa nelle chiese”. Non mi sembra affatto che sia e sia mai stata questa la condizione della chiesa italiana, che non soltanto non rimane chiusa nelle sue chiese dove nessuno – nemmeno gli anticlericali laicisti faziosi come me - la vuole rinchiudere, ma è piuttosto essa stessa a tenere ben sprangate le sue chiese, rimanendone ben al di fuori, senza neppure utilizzarle e metterle a disposizione delle mille emergenze di una società sempre più in difficoltà per gli enormi problemi sociali, politici, ambientali, abitativi, culturali, caritativi e quant’altro che affliggono l’umanità!
Il cardinale Bagnasco ribadisce che “che anche la chiesa ha il diritto di fare politica”: e chi glielo nega? In effetti il concordato catto-fasci-comunista proibisce alla chiesa esplicitamente di fare politica, ma nessuno si sogna – purtroppo – di far rispettare le leggi e la legge fondamentale della Repubblica che ha fatto suo il solenne trattato del 1929. Il cardinale Bagnasco sappia che la sua chiesa, perciò, non ha affatto il diritto di fare politica che si arroga e che tutti i nostri pusillanimi e ignobili politici le riconoscono per servilismo e sudditanza secolari. In ogni modo non è di questo che si tratta: il problema è che la chiesa pretende di imporre i suoi (dis)valori a tutti, anche a coloro che vivono in base a principi etici superiori alla morale paternalistica, oscurantista, antifemminista, patriarcale, retrograda, ancestrale, omofoba che la contraddistingue. I diritti elementari alla vita e alla morte vengono negati ai singoli individui con l’argomentazione preistorica e inaccettabile che non sono nella disponibilità delle persone, in quanto dono di dio e quindi prerogativa divina! E’ questa una pretesa inammissibile, prevaricante, violenta e prepotente, tanto più rispetto alla moltitudine degli individui che ritengono che dio e dei neppure esistano! Io ho il diritto di disporre della mia vita e della mia morte come meglio credo, tanto più che so rispettare il diritto di ognuno e di tutti di fare della propria vita e della propria morte quello che ritengono più giusto e opportuno, ovviamente nel rispetto dei diritti di tutti e senza prevaricare i diritti di nessuno. Il cardinale Bagnasco e i suoi servi, sodali e corifei fanno finta di non capire il significato di questo elemento essenziale e fondamentale che attiene i diritti elementari di libertà di pensiero, opinione e scelta di ogni persona. Per altro è cardinale di una chiesa che ritiene giusto e doveroso onorare un dio che ordina a un padre (Abramo) di ammazzare il figlio (Isaco), non si sa bene a quale scopo: dio non è forse onniscente? Egli sa bene perciò che Abramo gli ubbidirà e quindi perché dare ordini così disumani, crudeli, sadici e immorali senza la minima necessità possibile? Che razza di dio è questo? E che razza di credenti sono quelli che ritengono adorabile un simile dio omicida? Attendo invano risposte da quando ho l’età della ragione…
Mentre il cardinale Bagnasco si sbraccia a imporre diritti inammissibili e doveri inesistenti, la sua chiesa, a Roma, si rifiuta di fare entrare la Polizia Municipale nel suo palazzo del Pantheon deturpato da una sopraelevazione del tutto abusiva, accampando il diritto dell’extraterritorialità, che in questo caso non c’entra niente e comunque non fa che aggravare l’illegalità commessa e la pretesa di avere il “diritto” di non rispettare la legge! E’ la stessa chiesa che mi impedisce di dichiararmi non cattolico, poiché sono stato battezzato a due giorni di vita, nell’ormai lontano 1944! Al massimo mi si riconosce di dichiararmi non più cattolico, ma io sostengo di non esserlo mai stato perché il loro battesimo non ha per me alcun valore riconoscibile e riconosciuto. Lo ritengo infatti una prepotente e violenta imposizione, che meglio sarebbe per tutti spostare nell’età maggiorenne che sola permette una scelta libera, responsabile e partecipata. Ma così vuole dio e allora…

mercoledì 20 agosto 2008

Il Vaticano scomunica Famiglia Cristiana dopo le critiche a Berlusconi

Il Vaticano “scomunica” Famiglia Cristiana dopo le critiche al governo Berlusconi (titolo de La Repubblica del 15 agosto 2008)

Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, il più letto e diffuso settimanale cattolico con 1.500.000 copie vendute direttamente anche dalle e nelle parrocchie, negli ultimi tempi ne aveva già combinate parecchie, senza che il Vaticano ritenesse di dover intervenire. Aveva criticato la democristiana Rosy Bindi perché considerata troppo “comunista” sulle ipotesi dei DICO; aveva criticato il PD che aveva inserito alcuni radicali nelle proprie liste elettorali; aveva contestato addirittura il capo del governo cattolico e democristiano Prodi, perché non corrispondeva soldi ritenuti sufficienti a favore di istituzioni cattoliche e strutture ecclesiastiche. L’allora opposizione di destra berlusconiana telemediocratica l’aveva applaudito, il Vaticano e la CEI, implicitamente pure, mantenendo un rigoroso e rumoroso silenzio di favorevole accettazione delle sue tesi clericali e fasciste (per altro ovvie e scontate, in un prete della chiesa cattolica apostolica ecumenica romana come Don Sciortino!). Quando però, proprio in questi giorni, il medesimo identico don Sciortino si permette di affermare più che giustamente che “l’Italia è diventata autoritaria” e che Berlusconi è un po’ fascista, si aprono contro di lui le cateratte del cielo (anche quello eterno). Destra, governo, Vaticano e CEI lo condannano esplicitamente con durissime reprimende e pesanti scomuniche. Questo significa e conferma, senza la minima ombra di qualsiasi dubbio possibile, che la Chiesa è schierata, come sempre e come al solito, a destra: è di destra e difende i (dis)valori dell’estrema destra, che fa suoi e coltiva come sempre. D’altra parte, da un papa tedesco che da giovane, a mano armata, ha difeso la patria nazi(onalsociali)sta, militando, come tutti, nelle fila della Hitler Jugen, perché avremmo dovuto attenderci neutralità e irenico distacco dal mondo politico? Meglio confermare che “Famiglia Cristiana non rappresenta il Vaticano” e che “anche la CEI è estranea”. Non ci risulta che analoghe condanne il Vaticano e la CEI le avessero mai avanzate quando il loro prete don Sciortino bombardava il PD, i suoi esponenti e lo stesso governo del cristianissimo reverendo Prodi. Unicuique suum! Sursum corda! Ad astra per aspera!

martedì 19 agosto 2008

Berlusconi double face (di bronzo?)

Newsweek del 13 agosto tesse l’incredibile elogio del Blefaroplasticato Kalotricofilo che, fra l’altro, ha proposto ai sudditi la percezione del miglioramento della sicurezza. Peccato che il settimanale americano neoberlusconiano non racconti bene tutta la storia, per altro semplice ed elementare, tanto che solo i coglioni che votano B. non sono in grado di capire, nemmeno con un aiutino! Morale della favola: quando B., proprietario di Mediaset, giornali, assicurazioni, banche e quant’altro fa il capo dell’opposizione, si mette a produrre in modo industriale coi suoi mostruosi mezzi di comunicazione di massa percezione di insicurezza nei coglioni che lo votano e che per questo, lo ri-voteranno! Quando poi perciò lo stesso proprietario autocratico, mediocratico e autoreferenziale di tutto diventa così capo del governo (e quindi controllore diretto anche della RAI) dà la percezione di produrre sicurezza, mandando qualche soldatino in giro per le strade (anche per bilanciare i tagli massicci alle forze di polizia che hanno 6000 uomini in meno in organico per mancanza di soldi non stanziati in bilancio). Le sue televisioni e i suoi giornali lavano fin troppo facilmente l’evanescente cervello dei coglioni che lo hanno votato e i giochi sono fatti, anche questa volta! Che tristezza! Ma la cosiddetta se-dicente opposizione dove sta? Cosa fa? Cosa pensa di fare?

martedì 12 agosto 2008

La micidiale ipocrisia della chiesa cattolica

Il cardinale Bagnasco, presidente della CEI, pontifica (16 luglio 2008) a nome e per conto della sua chiesa e dei suoi privati e personali valori morali che “non si può eliminare una vita per sentenza”. Si riferisce a quella di un tribunale della Repubblica Italiana che autorizza il padre di Eluana Englaro a staccare il sondino che tiene in “vita” il corpo della figlia morta da 16 anni! La chiesa nega che l’uomo sia libero di darsi la morte: le riconosco il diritto di affermarlo, per se stessa e i suoi fedeli; glielo contesto quando si trasforma in arrogante, prepotente, apodittica, autoreferenziale, dogmatica imposizione di pretesa validità per tutti, credenti, diversamente credenti, non credenti. In questo caso la libertà della chiesa cattolica apostolica ecumenica romana deve prendere atto del limite insuperabile posto dal riconoscimento doveroso della libertà di pensiero e di opinione. Il pastore può proporre e/o imporre alle proprie pecorelle, che tali si riconoscono, di non suicidarsi, ma non lo può imporre a chi non riconosce pastori perché non si ritiene pecora (senza voler offendere i mansueti e utili ovini!). Io non propongo – e tanto meno impongo – il suicidio a nessuno, ma proprio per questo devo rinviare drasticamente al mittente cattolico la pretesa arrogante di ergersi a giudice unico dei miei comportamenti morali. Esigo il riconoscimento del diritto alla libertà di scelta che è propria dell’uomo da quando ha scienza conoscitiva e coscienza morale. Pretendo rispetto assoluto, totale e indiscutibile della mia libertà che non riconosce altri limiti se non quelli della libertà altrui. Nessuno mai perciò si immagini di poter imporre la strada a senso unico dei suoi dognatici valori, fosse anche il papa o lo stesso padre eterno. Anche in questo caso sarò soltanto io a dovermi e potermi arrogare il diritto di decidere se ammazzare mio figlio Isacco, perché così me lo ordina il mio dio o contestargli l’immoralità e inaccettabilità del suo ignobile comando! Insomma: non è Dio che fonda la morale e tanto meno i suoi interpreti, più o meno autorizzati, ma è l’Uomo che rende possibile pensare a dio, fondandolo sulla propria scelta etica. Non è Dio che fonda e garantisce il Bene, ma è l’uomo che facendo il bene, garantisce la possibilità di pensare agli dei (per altro il grandissimo Kant lo ha già detto molto meglio più di due secoli or sono…). La chiesa impari e ascolti da beppino Englaro la sua magistrale parola:” Non voglio insegnare niente a Bagnasco che ha il diritto di esprimere la propria posizione che ricalca il magistero della chiesa”. La chiesa faccia sua l’affermazione di Beppino e la smetta, una volta per tutte, di pretendere di insegnare niente a nessuno e /o comunque di imporre i propri discutibilissimi e inaccettabili valori a chi non può, non vuole e non deve riconoscersi in essi.
Da migliaia di anni continuiamo a soffrire per le violenze perpetrate in nome delle religioni: è ora di finirla! E’ l’uomo che ha creato dio e l’uomo, finalmente, deve eliminarlo finchè continuerà a manifestarsi come portatore di dolore, sofferenze e violenze. L’associazione talebana Scienza e Vita ha definito la decisione dei giudici milanesi “la prima esecuzione capitale della storia repubblicana italiana”. Denuncerò l’associazione alla Procura della Repubblica competente per territorio per le eventuali ipotesi di reati eventualmente commessi nei confronti della magistratura giudicante di una nazione che si definisce ancora come libera e sovrana e soprattutto come stato di diritto.