lunedì 11 ottobre 2010
Le bestemmie di Berluskoni
La sonora e rotonda bestemmia "P.... Dio" pronunciata dal Despota Gran Barzellettiere di Arcore ad apoteosi di chiusura di una insulsa ignobile "barzelletta" in danno di Rosy Bindi, (Presidente del PD e vice Presidente della Camera dei deputati), ancora circola su Internet, anche se non ne parla già più nessuno, sommersa dall'accumularsi dell'immondizia morale e materiale prodotta dalla cloaca massima del berluskonismo imperante, che cresce a vista d'occhio a ritmo sempre più accelerato! Da notizie di fonte paradisiaca, pare che l'avvocato onorevole Ghedini Ma Va Là ad personam, stia (con)trattando col Padre Eterno per modificare i Dieci Comandamenti, al fine di "depenalizzare" quello della nomina vana del nome di Dio: il suo cliente, con abominevole legge retroattiva, sarebbe salvo, come sempre, e potrebbe rifarsi la verginità che si merita. Attendiamo sviluppi. "Odiare i mascalzoni è cosa nobile" (Quintiliano)
lunedì 4 ottobre 2010
"Il mattatore da baraccone"
In questi giorni tutti possono vedere e ascoltare, grazie a Internet, gli ignobili, inamissibili, inaccettabili, vergognosi, immorali, detestabili comportamenti del capo del governo Sua Emittenza Berluskoni IV. La new entry delle esplicite bestemmie alla "p.... ..o", conferma il becero cattivo gusto delle battutacce misogine contro le donne e Rosy Bindi in particolare, la vis antiebraica e il disprezzo verso l'intero mondo dell'universo delle persone per bene, al quale palesemente non appartiene: l'Unto del e dal Signore tracima bulimicamente nell'ingurgitare ed eliminare quel poco di buono che la nostra società civile e democratica di uno stato di diritto, tutto ancora da (ri)costruire dopo lo sfacelo dell' 8 settembre 1943 e del sessantacinquennio del regime partitico e partitocratico. era stato , nonostante tutto, in grado di (ri)costituire. Ottimo l'articolo in prima pagina di Francesco Merlo su La Repubblica del 3 ottobre 2010. "...questo ometto malmesso che bestemmia, impreca contro Dioe contro la solita Rosy Bindi. E subito si mette a ridere da solo, non più protagonista della politica ma della clinica medica. Dal priapismo armato di sorriso è passato alla disperazione della risata smodata e gonfia di pena. E per la prima volta risulta commovente perchè ha davvero bisogno di un infermiere..." Così Merlo, icastico e tombale.
"I giudici mi vogliono eliminare"
L'insano, irresponsabile, indicibile, inaccettabile, incredibile, ineffabile, ignobile, inammissibile, indecoroso "pensiero" (si fa per dire) del Dittatore ormai definitivamente deragliato dai legittimi binari di comportamento possibili per un capo di governo di uno stato di diritto, è riportato fra virgolette sulla prima pagina de La Repubblica del 4 ottobre 2010. Ormai l'Egoarca novello Nerone di tutto e di tutti, sta bruciando anche la scialuppa del suo salvataggio, necessaria ad affrontare il naufragio (speriamo) incombente della sua vita mal vissuta, che soltanto i berluskafarabutti, berluskimbroglioni e berluskimbecilli non riescono a vedere, giunta (finalmente?) al suo termine definitivo. Quand'anche fosse che le sette vite del Caimano gli possano eventualmente garantire ancora qualche giorno, mese e/o anno di persistenza sulla scena politica, per gli uomini per bene e di buona volontà, il suo ciclo di "spregiudicato e pregiudicato iullusionista...stupratore della democrazia" (Di Pietro) è ormai definitivamente , drammaticamente e tragicamente concluso. Le macerie fumanti di un'intera nazione, fatta a brandelli più di quanto già non fosse nel 1994, dopo mezzo secolo di (s)governo partitico clerico-"comunista", è sotto gli occhi di tutti quelli che sono ancora in grado di vedere, nonostante gli oppiacei della cocaina virtuale e dell'eroina videotelematica sparata direttamente nelle vene e nei cervelli decerebrati degli italioti servi, servili, servitori, Fede(li) esecutori degli ordini di un capobastone Autotelemediocratrico, ormai in balia di se stesso, della sua coazione a ripetersi e del suo vergognoso e svergoganto cupio dissolvi. "Odiare i mascalzoni è cosa nobile" (Quintiliano)
venerdì 1 ottobre 2010
Ancora crimini di guerra nazisionisti
12 settembre 2010. Ennesimo, nauseabondo, immorale crimine di guerra, compiuto dallo stato usraeliano ai danni di civili palestinesi di Gaza. Il glorioso e vittorioso esercito di Usraele (dio è con noi) ha bombardato ancora una volta Gaza, massacrando tre civili palestinesi innocenti. "Got mit Uns" era scritto sui cinturoni delle divise naziste: dio è con noi è il motto del popolo israeliano di religione ebraica che si ritiene superiore ed eletto e quindi giustificato nella sua folle politica criminale del nazista "lebensraum" dello spazio vitale. Il popolo palestinese ne sopporta da più di un secolo le nefaste bestiali conseguenze, che il mondo cosiddetto civile, nonostante le direttive dell'ONU, avalla ignobilmente e giustifica immoralmente, pagando il prezzo immondo di un complesso di colpa immane: quello derivante dall'olocausto. Non per questo è possibile giustificare la Nakba come necessaria alla vita del popolo israeliano, contro quella delle popolazioni palestinesi. Inch Allah! Mash Allah! Dio lo vuole?
Berlusconi, cattolico e bestemmiatore!
L'Espresso fa circolare una barzelletta raccontata dal Mago di Arcore prima del G8 dello scorso anno ai danni di Rosy Bindi, non nuova ad offese amorevolmente lanciatele contro dal Gran Sacerdote della Religione dell'Amore. La crassa facezia si conclude con un sacrosanta bestemmia tipo "p...o" dio: l'Autocrate, già frequentatore di minorenni, utilizzatore di prostitute, cattolico pluridivorziato, ora è ufficialmente anche bestemmiatore. Complimenti! E la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Ecumenica Romana cosa ne dice? Attendiamo (niente affatto speranzosi) una (improbabile) risposta. "Odiare i mascalzoni è cosa nobile" (Quintiliano)
"La magistratura è un'associazione a delinquere"
Viene ripresa una chiacchierata del cosiddetto premier con suoi ammiratori berluskoglioni, berluskimbecilli e berluskafarabutti. Il Despota farfuglia di una commissione di inchiesta da utilizzare contro "l'associazione a delinquere dei magistrati" che l'Egoarca vuole siano puniti a norma di legge (?). Ormai i freni inibitori del Pifferaio Magico hanno definitivamente ceduto e il (super)Duce(tto) di Arcore rotola nel buco nero del suo psicopatologico complesso di persecuzione e della sua insana voglia di vendetta alla faccia del Gran Sacerdote della Religione dell'Amore del Popolo della Libertà (?) quale si è autonominato e dovrebbe essere. Il piccolo vecchio uomo piduista, frequentatore di minorenni e utilizzatore finale di prostitute è ormai in balia di se stesso e delle sue pulsioni insane e distruttive. Si dimetta e/o comunque si faccia processare da quella magistratura che non è nè un cancro, nè un'associazione a delinquere, ma salvaguardia unica e ineliminabile di uno stato di diritto che l'Autocrate ha provveduto a distruggere e ridurre a carne di porco di pesima qualità. "Odiare i mascalzoni è cosa nobile" (Quintiliano)
Richiesta disdetta canone RAI
Reale ed effettiva richiesta motivata di disdetta del canone inviata agli uffici competenti
Roma 30 settembre 2010
Agenzia delle Entrate – Sportello Abbonamenti alla Televisione
Casella Postale 22 – 10121 Torino
Oggetto: richiesta info necessarie e sufficienti alla sospensione del pagamento del canone TV
Spedisce: il cittadino italiano richiedente (di cui non si fa il nome per rispetto della privacy)
A) – L’Antefatto
Finora la mia bussola morale mi ha sempre fatto navigare nella direzione opposta e contraria a quella disegnata e prescritta dal Pifferaio Magico di Arcore. Ho ritenuto doveroso, fino ad oggi, usare il metro del contrasto all’Egoarca nel senso di fare esattamente il contrario di quanto ritenuto giusto dall’Autocrate e quindi, a fronte dell’invito incivile, immorale, incredibile e reiterato del capo del governo/padrone di Mediaraiset a non pagare le tasse e disdettare il canone RAI, ho continuato a pagare sempre tutto. Tuttavia oramai, per un cittadino incensurato, rispettoso delle leggi e amante della Legge come me, disdettare il canone non è più nemmeno una scelta, ancorché obbligata: è ormai divenuta una doverosa necessità etica, morale, civile e politica, non più procrastinabile, né rinviabile. Il massacro della RAI, ridotta a carne di porco dagli appetiti insaziabili del Sultano Pantocrator alimentati dai suoi zelanti scodinzolini, anche aziendali, mi costringe a prendere una posizione radicale di protesta e obiezione civile, che mi impone di non guardare nemmeno più una RAI così filoberluskonianamente faziosa e selvaggiamente e insopportabilmente partigiana.
B) – I fatti
A quasi 17 anni di distanza dall’infausta “discesa in campo” del padrone delle TV Mediaset, è arrivato alla fine il momento di interrompere il pagamento del canone. Anzi, il tempo massimo per farlo è scaduto già da quel lontano inizio dello stravolgimento di ogni regola, legge, moralità, distrutte ab ovo dall’insanabile, insolente, insopportabile, prepotente, repellente, ignobile, provocatorio, oceanico, incontenibile, monumentale, omerico, primordiale, abusivo, illegale conflitto di interessi di Sua Emittenza Sua Bontà di Arcore, Gran Sacerdote della Religione dell’Amore del Popolo della Libertà (?), Autocrate Telemediocratico. Se ne è nutrito voracemente per alimentare la sua insaziabile bulimia di ricchezze e (stra)potere, affogando l’intera nazione italiana nella cloaca delle sue bugie e nel sistema fognario delle sue infami leggi ad personam, che hanno ridotto l’Italia a un paese rispetto al quale la più ignobile di ogni possibile repubblica delle banane, rifulge per doti di virtù, rispetto della legalità e correttezza morale.
L’occupazione militare della RAI (espropriata con censure bulgare da servi scodinzolini utilizzati dal padrone di (H)ar(d)core, ma pagati dagli utenti contribuenti come me) esige ormai una risposta drastica di resistenza non più rinviabile, se non vogliamo divenire complici del piano eversivo dell’Egoarca Piduista Autotelemediocratico. Il killeraggio mediatico che il Sultano attua ormai e usa come strumento quotidiano di potere a danno di chiunque dissenta criticamente dalle sue vergognose posizioni dominanti, ci costringe a interrompere il pagamento del canone per rispetto di noi stessi, della legalità repubblicana e della Morale di cui vogliamo continuare a essere portatori sani come sempre.
C) – La conclusione
C H I E D O
pertanto di conoscere, con precisione millimetrica atta a garantirmi il pieno e completo rispetto delle leggi vigenti, le modalità di disdetta del canone RAI, che intendo attuare a tutela della mia moralità di cittadino utente contribuente. Chiedo perciò di conoscere modi e tempi, quali e come stabiliti dalla legge, al fine di poter deliberare la disdetta del canone in modo legalmente garantito e formalmente ineccepibile.
Resto perciò in attesa della vostra gentile, sollecita, necessaria e doverosa risposta nella forma esauriente ed esaustiva, necessaria e sufficiente a perfezionare la pratica (di disdetta) in oggetto.
Attendo quindi le informazioni richieste, relative alla:
A) cessione dell’apparecchio televisivo e/o
B) al mantenimento del possesso dell’apparecchio senza uso e/o
C) a ogni altra modalità eventualmente esistente al fine di disdettare e cessare il pagamento del canone TV.
Vi informo fin d’ora che, in caso di mancato riscontro, provvederò comunque a non rinnovare il canone alla sua scadenza del 31/12/2010, con assunzione delle responsabilità del procedimento (ove eventualmente non corrispondesse alla prassi dovuta) a vostro carico totale e completo. In caso di mancato riscontro provvederò anche, a futura memoria, a esporre e denunciare i fatti alla Procura della Repubblica competente per territorio (Torino?), per gli atti di sua eventuale responsabilità.
Tanto vi dovevo.
Distinti saluti
Lettera firmata
Roma 30 settembre 2010
Agenzia delle Entrate – Sportello Abbonamenti alla Televisione
Casella Postale 22 – 10121 Torino
Oggetto: richiesta info necessarie e sufficienti alla sospensione del pagamento del canone TV
Spedisce: il cittadino italiano richiedente (di cui non si fa il nome per rispetto della privacy)
A) – L’Antefatto
Finora la mia bussola morale mi ha sempre fatto navigare nella direzione opposta e contraria a quella disegnata e prescritta dal Pifferaio Magico di Arcore. Ho ritenuto doveroso, fino ad oggi, usare il metro del contrasto all’Egoarca nel senso di fare esattamente il contrario di quanto ritenuto giusto dall’Autocrate e quindi, a fronte dell’invito incivile, immorale, incredibile e reiterato del capo del governo/padrone di Mediaraiset a non pagare le tasse e disdettare il canone RAI, ho continuato a pagare sempre tutto. Tuttavia oramai, per un cittadino incensurato, rispettoso delle leggi e amante della Legge come me, disdettare il canone non è più nemmeno una scelta, ancorché obbligata: è ormai divenuta una doverosa necessità etica, morale, civile e politica, non più procrastinabile, né rinviabile. Il massacro della RAI, ridotta a carne di porco dagli appetiti insaziabili del Sultano Pantocrator alimentati dai suoi zelanti scodinzolini, anche aziendali, mi costringe a prendere una posizione radicale di protesta e obiezione civile, che mi impone di non guardare nemmeno più una RAI così filoberluskonianamente faziosa e selvaggiamente e insopportabilmente partigiana.
B) – I fatti
A quasi 17 anni di distanza dall’infausta “discesa in campo” del padrone delle TV Mediaset, è arrivato alla fine il momento di interrompere il pagamento del canone. Anzi, il tempo massimo per farlo è scaduto già da quel lontano inizio dello stravolgimento di ogni regola, legge, moralità, distrutte ab ovo dall’insanabile, insolente, insopportabile, prepotente, repellente, ignobile, provocatorio, oceanico, incontenibile, monumentale, omerico, primordiale, abusivo, illegale conflitto di interessi di Sua Emittenza Sua Bontà di Arcore, Gran Sacerdote della Religione dell’Amore del Popolo della Libertà (?), Autocrate Telemediocratico. Se ne è nutrito voracemente per alimentare la sua insaziabile bulimia di ricchezze e (stra)potere, affogando l’intera nazione italiana nella cloaca delle sue bugie e nel sistema fognario delle sue infami leggi ad personam, che hanno ridotto l’Italia a un paese rispetto al quale la più ignobile di ogni possibile repubblica delle banane, rifulge per doti di virtù, rispetto della legalità e correttezza morale.
L’occupazione militare della RAI (espropriata con censure bulgare da servi scodinzolini utilizzati dal padrone di (H)ar(d)core, ma pagati dagli utenti contribuenti come me) esige ormai una risposta drastica di resistenza non più rinviabile, se non vogliamo divenire complici del piano eversivo dell’Egoarca Piduista Autotelemediocratico. Il killeraggio mediatico che il Sultano attua ormai e usa come strumento quotidiano di potere a danno di chiunque dissenta criticamente dalle sue vergognose posizioni dominanti, ci costringe a interrompere il pagamento del canone per rispetto di noi stessi, della legalità repubblicana e della Morale di cui vogliamo continuare a essere portatori sani come sempre.
C) – La conclusione
C H I E D O
pertanto di conoscere, con precisione millimetrica atta a garantirmi il pieno e completo rispetto delle leggi vigenti, le modalità di disdetta del canone RAI, che intendo attuare a tutela della mia moralità di cittadino utente contribuente. Chiedo perciò di conoscere modi e tempi, quali e come stabiliti dalla legge, al fine di poter deliberare la disdetta del canone in modo legalmente garantito e formalmente ineccepibile.
Resto perciò in attesa della vostra gentile, sollecita, necessaria e doverosa risposta nella forma esauriente ed esaustiva, necessaria e sufficiente a perfezionare la pratica (di disdetta) in oggetto.
Attendo quindi le informazioni richieste, relative alla:
A) cessione dell’apparecchio televisivo e/o
B) al mantenimento del possesso dell’apparecchio senza uso e/o
C) a ogni altra modalità eventualmente esistente al fine di disdettare e cessare il pagamento del canone TV.
Vi informo fin d’ora che, in caso di mancato riscontro, provvederò comunque a non rinnovare il canone alla sua scadenza del 31/12/2010, con assunzione delle responsabilità del procedimento (ove eventualmente non corrispondesse alla prassi dovuta) a vostro carico totale e completo. In caso di mancato riscontro provvederò anche, a futura memoria, a esporre e denunciare i fatti alla Procura della Repubblica competente per territorio (Torino?), per gli atti di sua eventuale responsabilità.
Tanto vi dovevo.
Distinti saluti
Lettera firmata
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