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martedì 7 aprile 2009

Colpi di coda della Bestia Umana Cesaropapista

L’eterna Vandea clerico-fascista e la canea ululante della reazione più retrograda, ottusa e inqualificabile che la peggiore feccia umana è sempre in grado di scodellare, si è nuovamente scatenata per demolire gli ultimi presidi, ormai meramente simbolici, di libertà e democrazia. La legge per impedire che nuovi eroi civili come Beppino Englaro possano fare ancora trionfare principi elementari, basilari e fondamentali come il diritto alla vita (e alla morte accettata e dignitosa) viene consolidata ignobilmente giorno dopo giorno. I partiti di (finta e pseudo) opposizione come l’UDC, si uniscono infatti a quelli di governo per schiacciare belluinamente le ultime labili vestigia di laicità della Repubblica Italiana, ormai brutalizzata da una maggioranza papalina e clericale, subordinata ai dettami preistorici e feroci di una chiesa autocratica, ierocratica, autoreferenziale, autoritaria, antidemocratica, prepotente e violenta. Oggi 26 marzo 2009 al Senato, è passata la pseudolegge contro il testamento biologico, spregevole e irrisoria del diritto più ovvio dell’individuo in uno stato democratico: quello di poter decidere sovranamente e in completa assoluta libertà personale della propria vita (e della propria morte). Il medico non dovrà tenere conto delle decisioni prese dal paziente col proprio testamento biologico (ma allora che lo facciamo a fare?) e deciderà per lui e contro di lui, a sua discrezione, di tenerlo in vita, novella creatura di Frankenstein, alimentata, idratata e ventilata a forza da macchine e sondini endonasogastrici e addominali, evacuata dalle feci e dalle urine con svuotamenti manuali e meccanici dello stomaco e della vescica.
I più ottusi, bugiardi e provocatori “onorevoli” di Lega, UDC, PDL e - spiace enormemente dirlo con la morte nel cuore - anche e purtroppo del PD, ripetono in modo goffo, sguiato e provocatorio la repellente storiella del pane e dell’acqua di cui nessuna persona deve mai essere privata. Sono infatti quelli che hanno creato notevolissimi problemi ai servizi di nettezza urbana del Comune di Udine, che ha dovuto provvedere a eliminare e distruggere le montagne di panini al prosciutto e al salame accumulate a ridosso dell’ingresso della clinica – ricordate gli incredibili servizi TV? – in cui Eluana, in coma irreversibile e in stato vegetativo permanente da ben 17 anni, attendeva di concludere finalmente e dignitosamente la sua esistenza, sospesa nel nulla della non-vita e della non-morte da 17 anni! I pasdaran della porchetta a oltranza, gli ayatollah del tramezzino con mortadella a volontà, avrebbero meglio potuto inviare e dirottare i loro panini, inutili e provocatoriamente offensivi per Eluana e per la ragione umana, direttamente nelle bocche vogliose e affamate dei milioni di esseri umani che ogni anno muoiono letteralmente di fame e di sete, mentre il pane e l’acqua che li potrebbero salvare da morte certa, vengono sprecati, abbandonati e buttati sui marciapiedi delle ricche città italiane! Che fine ha fatto la Carità Cristiana? VERGOGNA! Quando la fede religiosa, spacciata per Amore, produce mostruosità comportamentali e insane di un livello e un tenore così antirazionale e irrazionale, non possiamo non temere per lo stesso futuro possibile di questa umanità che se ne frega di chi muore di fame e di sete ogni giorno, pur volendo vivere, e pretende, invece, di voler salvare la vita (quale?) di chi è già morto (e vuole con-cludere la sua vita e la sua morte), con l’ottusa follia schizofrenica di chi ha perso per sempre ogni uso possibile della propria ragione e della sua razionalità.
E’ atroce, inconcepibile e inaccettabile l’imposizione violenta e prepotente di un credo religioso che afferma l’intangibilità della vita perchè dono di dio (quale, se io non ne riconosco nessuno, non accettandone nemmeno la stessa ipotesi di una possibile esistenza?). Quando un precetto di fede, come, in questo caso, quello predicato dalla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Ecumenica Romana per se stessa e per i suoi adepti, diventa Legge dello Stato, la Bestia del Cesaropapismo trionfa e lo stato laico implode, muore e sparisce. La centralità fondante e fondamentale dei basilari principi di laicità dello stato viene spazzata via dallo tsunami della peggiore reazione clerico-(s)fascista, che ci riporta indietro di secoli, rinnegando i valori determinanti e discriminanti della libertà di pensiero individuale e dei principi di laicità che la storia umana aveva saputo elaborare e porre a fondamento di ogni possibile società civile.. La Santa Chiesa Cattolica Apostolica Ecumenica Romana, i cattolici reazionari, i servi sciocchi, ottusi e beoti delle gerarchie clericali, si sono impossessati, in modo indegno e antidemocratico, dei corpi di 60 milioni di italiani e si sono arrogati l’ignobile pretesa e l’insostenibile pseudo diritto di infilare le loro sporche manacce nelle nostre viscere, per infilarci sondini endonasogastrici, pompe aspiranti liquidi e propellenti aria a forza nei polmoni e per inserire cateteri per drenare urina e feci. Tutto ciò in contrasto dirompente con la contraria volontà eventualmente manifestata dai singoli, di non essere mai sottoposti a simili pratiche di torture inutili e addirittura dannose per corpi che, di fatto, hanno cessato di vivere e vogliono soltanto e finalmente riposare in pace. Questa panoplia di orrori sadomasochisti appartiene ad ogni evidenza alla storia più ripugnante della Chiesa Cattolica, ma non è certo un buon motivo per rovesciare su chi l’ha sempre combattuta, anche per questo, le prepotenze sadiche di un comportamento criminale soddisfatto da un masochismo che non ci appartiene e che rigettiamo come psicopatologia, da curare e risanare secondo scienza medica.
Ci resta ancora la sempre più residua speranza della battaglia da continuare in parlamento (sempre più prono ai voleri del duce), poi il ricorso alla Corte Costituzionale (sempre più lottizzata e infarcita di sodali dell’autocrate di Arcore), comunque il referendum abrogativo (anche se l’egoatra arcoriano detiene il controllo, in mostruoso conflitto di interessi di – quasi - tuta l’informazione televisiva) e infine le Alte Corti di Giustizia Europee e Mondiali. Poi non potremo fare altro, in caso di sconfitta, che chiedere asilo politico (per difendere i diritti del nostro corpo che vogliamo salvare dal martirio imposto con norme sadiche e ripugnanti) alle Nazioni più civili e laiche che ci difenderanno e proteggeranno nel sostenere i nostri diritti di libertà più elementari, basilari e fondamentali. Al danno dell’odissea di Eluana, il IV (s)governo Berluskoni aggiunge la beffa immorale della sua utilizzazione per impedire a tutti di essere liberi. Il ministro Sacconi ad personam ha affermato, gongolante, che non sarà più permesso un nuovo caso Eluana: in verità, in verità vi dico: non c’è sordo peggiore di chi non vuole ascoltare, non c’è cieco peggiore di chi non vuole vedere! Amen!

"Un atto nefasto, offensivo e distruttivo"

Così l’arcidiocesi fiorentina attacca la delibera con cui il comune di Firenze, città d’arte, di antica e raffinata cultura e millenaria civiltà, offre la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro, solitario eroe civile che ha fatto trionfare princìpi basilari di legalità e valori fondamentali di moralità, dopo 17 anni di disperate disperanti battaglie legali e giuridiche, (combattute in nome della figlia Eluana in stato vegetativo permanente irreversibile) necessarie, in questo disgraziato paese, a far trionfare la Giustizia e la Libertà!
Monsignor Betori, arcivescovo dell’arcidiocesi di Firenze tuona:” La cittadinanza al padre di Eluana è un affronto alla città”. Concordo pienamente nell’affronto, gravissimo, alla città: a produrlo, tuttavia, è proprio l’arcivescovo. E’ un affronto al suo stesso dio, che sicuramente non è degnamente rappresentato dal porporato che ha evidentemente dimenticato le prediche di Gesù, rabbi ebreo figlio dello stesso dio, tese al perdono, all’amore e alla fratellanza fra le persone. Betori e colleghi, suore, preti, monsignori, vescovi, arcivescovi, eminenze, cardinali, papi, la smettano di parlare a nome e in rappresentanza di Dio, visto che nessuno li ha potuti delegare, dato che dio non esiste.. E si ricordi monsignore arcivescovo Betori, di non parlare e tanto meno a nome della città di Firenze, che non gli ha mai rilasciato alcuna delega ad essere da lui rappresnetata. Il millantatao credito in Italia, è ancora un reato (nonostante Berluskoni) e l’affronto lo subiscono non i cittadini fiorentini ma, semmai, preti e pecorelle che si ritengono incredibilmente offesi dal riconoscimento di cui la città ha voluto giustamente onorare e insignire un eroe civile.
Concordo con la gravità greve, grossolana e offensiva dei termini usati dall’arcivescovo che se ne assume la responsabilità e al quale li rimando, li rinvio e li rigetto, nell’ovvia necessità speculare freudiana di vedersi attribuite e dover fare proprie le nefandezze scaricate sugli altri. Ma il rabbi ebreo Gesù che predicava “Ama il prossimo tuo come te stesso” non era (e non è e non dovrebbe essere) anche il suo dio? E’ fin troppo evidente che l’attacco inumano, immorale, odioso e violento dell’ arcidiocesi è “un atto nefasto, offensivo e distruttivo” così come la stessa arcidiocesi ama compiacersi di esprimere, alla faccia della religione, falsamente e ipocritamente professate, dell’amore e della fratellanza fra gli uomini! L’urlo animalesco dei prelati fiorentini è infatti nefasto per le stesse fondamenta della convivenza civile, è offensivo per la possibilità stessa di definire valori etici di moralità condivise e distruttivo di ogni ancoraggio di vita sociale e associata. Vergogna all’arcidiocesi di Firenze e alla Chiesa Cattolica Apostolica Ecumenica Romana che la rappresenta e la giustifica, in questa ennesima battaglia clericale e antistorica di sopraffazione, prepotenza e violenza, degno di migliori cause e più ragionevoli e ragionati princìpi. Così non sia! Amen!

"Berlusconi coglione"

La giusta legge del contrappasso ha finalmente colpito in modo equanime e risarcitorio. Paolini, buffo puffo capelluto e occhialuto, da anni si è fatto carico e si è incaricato di “ravvivare” i servizi in diretta dei vari telegiornali di Mediaraiset, coi suoi interventi estemporanei e sbarazzini. Oggi, 9 marzo 2009, è riuscito a intrufolarsi nella diretta del TG 3 delle 14,30 e ha ripetuto per due o tre volte, l’affermazione catartica “Berlusconi coglione” prima che il collegamento venisse subitaneamente e provvidenzialmente (per B.) sospeso. Nessuno tuttavia, nel 2006, si era dato minimamente da fare per impedire a “Berlusconi coglione” di dare del “coglione” ai 30 milioni di cittadini italiani che non l’avrebbero votato nelle vicine elezioni politiche. I brogli massicci e osceni, indegnamente e oscenamente perpetrati a man bassa non gli permisero addirittura, per un’inezia, di vincere, facendogliele invece perdere per soli 24000 voti di scarto, sui milioni previsti a suo svantaggio da tutte le indagini demoscopiche fino all’apertura delle urne! Non contento di averci definito “coglioni”, ha poi recentemente rincarato anche la dose, appellandoci anche come “imbecilli” sempre per lo stesso motivo: chi non è con lui e per lui, è, ipso facto, sic et simpliciter, “coglione e imbecille”.
Oggi il grande simpatico saltimbanco futurista Paolini, gli ha reso finalmente la meritatissima pariglia e il doveroso pan per focaccia, rilanciandogli addosso il coglione che ci aveva gettato contro. Non gli hanno dato il tempo di aggiungere l’imbecille che pure si meritava: mi permetto perciò di regalarglielo io stesso, visto che giustizia distributiva e perequativa vuole che chi dà gratuitamente del coglione e dell’imbecille a qualcuno debba essere per sempre onorato con la medesima definizione ad honorem. Chi di coglione e di imbecille ferisce, di coglione e di imbecille perisce! Così sia!
Il coglione e imbecille capo del governo che dà del coglione e imbecille alla metà della popolazione che non lo vota – caso unico nella storia politica e dei rapporti fra autorità, istituzioni e cittadini di tutti i tempi e di tutti i paesi – è pur tuttavia presidente del consiglio dei ministri di questa disgraziata e scassatissima repubblica ben per la quarta volta in sedici anni. E’ proprio vero, metà della popolazione (quelli che lo hanno votato, lo votano e lo continueranno a votare) è proprio irrimediabilmente cogliona e imbecille! Glielo dice il suo stesso capo e quindi...Amen!

Berlusconi abroga il diritto di sciopero!

Il ministro italiano del Welfare (inglese?) ad personam oggi, 26 febbraio 2009, annuncia serafico una legge che, di fatto, abroga il diritto di sciopero nel settore dei trasporti (per il momento). (Quasi) nessuno reagisce, a riprova del fatto che il regime (nazifascista?) è già in atto da tempo! Soltanto il buon Epifani, segretario generale della storica maggiore confederazione dei lavoratori della CGIL, abbozza una fin troppo moderata difesa d’ufficio dell’inalienabile diritto di sciopero, così come garantito da più di sessanta anni dalla Carta Costituzionale Italiana!
Ormai il governo del super duce(tto) di Arcore corre, a passi sempre più lunghi e veloci, verso la formalizzazione istituzionale di un regime autocratico, mediocratico, telecratico, autoreferenziale, antidemocratico e populista, già costituitosi nei fatti dal lontano tragico 1994. Allora si installò il primo dei quattro ineffabili governi dell’invitto prode Berluskoni, capace di affermare il suo potere personale, padronale, aziendale, podestarile, regale e imperiale, anche grazie e soprattutto alla coglioneria e imbecillità di chi lo sta votando da ben 16 anni e dalla totale, assoluta, completa incapacità e inettitudine di chi avrebbe dovuto (e potuto) combatterlo duramente e pesantemente, dagli spalti di una opposizione che non è stata, non soltanto mai fatta, ma neppure tentata o ipotizzata!
Mentre ci lecchiamo – inutilmente – le sempre più profonde ferite prodotte dall’ometto sire di Arcore al tessuto civile, politico, sociale, culturale, economico e morale del nostro disgraziatissimo paese (mai più ricostituitosi in dignità di nazione, dopo la catastrofe epocale dell’ignobile micidiale 8 settembre 1943) il mago arcoriano continua a ri-produrre i suoi malefici sortilegi che, mentre ingrassano lui, i suoi familiari i suoi sodali e alcuni suoi servi e sudditi, determinano lo sfascio sempre più irreversibile delle stesse fondamenta della convivenza civile dei cittadini italiani.
Resistere! Resistere! Resistere!

Lo sproloquiodel (super)duce(tto) di Arcore

Con raccapriccio e disperazione ho ascoltato in diretta, umiliato e avvilito, lo sproloquio megagalattico sparato dal despota telemedioautocratico di Mediaraisetpopolodellalibertà, a chiusura del congresso ad personam (suam) del 29 marzo 2009. Ha offeso gratuitamente – come sempre e di più – l’opposizione, rea di non accordargli e corrispondergli la fiducia richiesta e pretesa, da padrone a servo, così come è abituato e gli viene naturale per l’a plombe anglosassone che lo contraddistingue.. Ha chiesto provocatoriamente ai dipendenti pubblici – che hanno il privilegio di non perdere il loro posto di lavoro (clamorosa falsità) – di non tesaurizzare le gigantesche rendite parassitarie che sono in grado normalmente di accumulare con il loro lautamente pagato lavoro, ma spenderle mantenendo il loro famigerato altissimo tenore di vita spendaccione e voluttuario (altro che il suo, che è soltanto l’uomo più ricco d’Italia e uno dei più ricchi del mondo!). Ha straparlato della libertà che da 15 anni viene invece conculcata e biecamente strumentalizzata per la costruzione di un regime sempre più ottuso, oscurantista, retrogrado, reazionario, prepotente e violento!
Gli inni finali, scanditi con cipiglio militaresco, hanno (in)deganmente siglato la conclusione di una autoapologia trionfante, melensa, stucchevole ed eccessiva durata tre giorni, con messe in scena farsesche e spropositate, degne del(lo) (stra)potere satrapico, faraonico ed autoreferenziale che il mago di Arcore ha saputo costruire, sviluppare, mantenere e affermare nell’ultimo quindicennio, grazie agli imbecilli e coglioni (termini originali del forbito e leggiadro eloquio ducesco) che lo hanno votato e lo continuano beotamente a votare.
A Franceschini, segretario del PD che gli contesta giustamente la fraudolenta partecipazione alla prossima campagna elettorale per il Parlamento Europeo (visto che dovrà dimettersi un minuto dopo essere stato eletto per incompatibilità di cariche) risponde che “sarebbe bello se anche lui facesse lo stesso”. E nemmeno risponde all’accusa di sperperare ben 500 milioni per indire il referendum sulla legge elettorale che non piace alla Lega in un giorno diverso dalle elezioni europee, negando l’election day favorevole ai votanti (oltre che e soprattutto alle esangui e dissanguate casse dello stato). Esalta “il valore della difesa della famiglia naturale”, lui che è divorziato e quindi bigamo, oltre che coautore dell’aborto della seconda moglie pur stradichiarandosi supercattolico agli occhi del papa e del loro dio! Declama di voler “mettere la persona prima dello stato” e fa approvare la legge immonda, illiberale e antiliberale, da stato etico, del testamento biologico che impone a tutti i 60 milioni di italiani di vivere e morire come pretendono i dettami catechistici di Santa Cattolica Ecumenica Apostolica Chiesa Romana! Afferma orgogliosamente di avere “introdotto la vera moralità del fare”. Ha infatti fatto eleggere deputato Cuffaro, che si era dovuto dimettere dalla presidenza della regione Sicilia dopo essere stato condannato in primo grado a 5 anni di carcere per attività di mafia. Ha fatto eleggere anche Fitto e lo ha nominato addirittura ministro, dopo le dimissioni da presidente della Regione Puglia, inquisito e incarcerato per malversazioni. Ha fatto elegere deputato il suo medico personale Scapagnini, travolto dal fallimento del comune di Catania che l’insigne sodale aveva retto (si fa per dire) per due legislature, portandolo velocemente al completo totale assoluto fallimento. La Magistratura Rossa, Pazza e Prevenuta, lo sta addirittura indagando per questo...
“Quelli che rimproverano a Berlusconi di essersi fatto eleggere Capo con un applauso populistico, anzi chè con una democratica alzata di mano, non si sono resi conto che non stavano assistendo a un’assise di partito, ma a un nuovo programma televisivo, il “Silvio Show”, spettacolo in tre serate ideato, diretto e condotto dal vero re della tv italiana. Berlusconi ha scritto il copione, ha suggerito la scenografia, ha selezionato le comparse, ha scelto le musiche, ha presentato gli ospiti, ha galvanizzato il pubblico. E ha vinto alla grande. Sommando gli ascolti con i collegamento con i tg, ha fatto più audience del programma concorrente, che era – l’abbiamo capito tutti – “Miss Italia”. Solo che per vincere a Salsomaggiore bisogna essere donna, rispondere alle domande della giuria e affrontare il televoto. Tre regole che non varranno mai, al “Silvio Show”. (Sebastiano Messina, La Repubblica pag. 8, 31/3/09)

Il (finto) pesce d'aprile di Berlusconi

“...ancora una volta Silvio Berlusconi ha battuto tutta la concorrenza mondiale, facendo credere a tutti che aveva convocato a casa sua un vertice di maggioranza per stendere il nuovo organigramma RAI, insediando sulla poltrona di comando di viale Mazzini il suo segretario generale e alla guida del TG più importante il suo dipendente più fedele, ovvero Maurizio Belpietro. Il bello è che i suoi avversari hanno abboccato subito, senza rendersi conto che un vero liberale come lui, già proprietario di tre reti e di tre TG, non metterebbe mai i suoi collaboratori nella stanza dei bottoni della TV pubblica. Giù il cappello, dunque, davanti allo scherzo perfetto. “ (Sebastiano Messina, La Repubblica 2/4/09, pag. 12)
Purtroppo non era un pesce d’aprile, magari! Infatti il PD definisce giustamente un orrore le nomine RAI decise nella casa privata del presidente del consiglio ad personam suam e denuncia l’oscuramento antidemocratico subito per colpa delle reti Media(rai)set all’Authority (per altro controllata da uomini designati dal duce arcoriano) che apre un dossier. I coglioni e imbecilli (come delicatamente li definisce il premier) che lo votano, applaudono il cattivo gusto e la boria sconfinata, immorale e amorale di regime. Ormai l’egoatra di Arcore galoppa a briglia sciolta esaltato dall’esercizio sfrenato del suo telepotere mediatico, autocratico, plutocratico, clerico (s)fascista, massonico (ricordate la condanna per le false dichiarazioni relative al possesso della sua tessera P2?). Sono sinceramente imbarazzato e fortemente preoccupato per i livelli di mala democrazia ormai raggiunti e imperanti. Resistere! Resistere! Resistere!

Continuano le bravate dell'ometto di Arcore

Il parossismo super attivistico del piccolo autoapologeta pifferaio magico arcoriano, ormai travolge lo stesso protagonista, sbugiardando le sue azioni che lui sbandiera e sventola senza ritegno spacciandole per interventi risolutivi e decisivi quali atti storici per definizione. All’incontro di Baden Baden del 5 aprile lascia la Merkel ad attenderlo inutilmente perchè impegnato a telefonare (grandiose le riprese televisive, grande attore!) a Erdogan (dice lui) per convincerlo a togliere il veto turco all’elezione di Rasmussen a segretario della Nato che deve essere unanime. Si ascrive il merito della riuscita, confermato e osannato dal Fede(le) agiografo di famiglia del TG4 ad personam, con servizi imbarazzanti per la ragione umana e minacciosi per i diritti dell’informazione che non vuole uniformarsi alla sicofanteria amicale al (super)duce(tto) di Arcore: “Dai giornali solo calunnie, sono tentato da azioni dure” sproloquia il sire autotelemediatico.
In realtà a sbrogliare la matassa è la potenza di fuoco di Obama che promette ai turchi il posto di vice segretario, guarda caso oggi ricoperto da un italiano. Così al danno dell’eliminazione italiana dai vertici NATO, si aggiunge(rebbe) la beffa che a produrla è stato proprio l’intervento, non richiesto, del mago di Arcore. Come ce la spiegherà questa? “In questi giorni di vertici internazionali il nostro - (mio non di sicuro, visto che lo è degli elettori coglioni e imbecilli, come dice Lui, che lo votano e coi quali non ho nulla da dividere, N.d.R.) – presidente del consiglio “show-man ormai appannato” (Franceschini) è stato l’unico membro del G8 che non ha ricevuto udienza dall’inquilino della Casa Bianca”. (La Repubblica, 6/4/09) Al G20 di Londra produce la regale irritazione di Elisabetta II, vista in TV fortemente infastidita e regalmente contrariata dallo strillo da curva da stadio rivolto a “Mister Obamaaaa”. Poi si fa immortalare, faccia ineffabile al centro, fra lui e Medvedev per poter affermare, in tempo reale, che ha prodotto un altro miracolo del riavvicinamento USA-Russia. Tutto in soli 2 giorni lavorativi, tanto che il prestigioso e influente Die Welt giudica che “ignora il protocollo, si atteggia ragazzaccio (72 anni suonati!) come un clown della politica internazionale”.
“Al G20, raduno della classe dirigente del pianeta, Berlusconi ha esibito il suo classico repertorio da crocerista...la depressione che ci coglie...ci porta a dire: ma noni italiani siamo davvero così? Siamo davvero e definitivamente ...questa ruffianeria ostentata, questo sgomitare furbo...un paese nella realtà molto più somigliante a quell’anziano cumenda vistosamente titnto che grida “mister Obamaaaa” come in un bar milanese e esattamente per questo piace nei bar milanesi?”. (Michele Serra, La Repubblica, pag. 1, 3/4/09)
“Incapace di acquisire credibilità fra i propri pari, ha adottato la tecnica della rottura del prorocollo per poter vendere almeno qualche scampolo di visibilità sul fronte interno, che è poi l’unico che gli interessi veramente...Quello che interessa a Berlusconi, nella stessa implacabile logica televisiva con cui ha conquistato la politica italiana, è l’effetto annuncio...poichè neppure il monopolio televisivo basta a garantirgli l’impunità, lascia libero corso alla propria ira pronunciando anatemi contro la stampa: “Adesso basta, penso a misure anche dure (?)”...(ma) la cronaca non è diffamazione e la critica non è calunnia” (Andrea Bonanni, La Repubblica, pag. 1, 5/4/09)
“Al governo Berlusconi, che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione Repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta”! (Paolo Flores d’Arcais, A chi appartiene la tua vita?, pag. 33)
Quante ancora ne dovremo sopportare? (Continua)